09/05/2012

A Cosenza, Convegno di Studi di due giorni promosso dal Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza sulla figura storica di Enrico VII

Il Circolo Re Alarico di Cosenza presenta: “Enrico VII, l'irrequieto figlio di Federico II di Svevia”. Due giornate di studio sulla figura storica del figlio primogenito del grande imperatore. Partecipano all'incontro-dibattito, esponenti del mondo istituzionale civile e militare, dell'associativismo, del mondo culturale universitario e accademico.


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Il Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza, in collaborazione con la fondazione Federico II Hohenstaufen Jesi - Onlus, ente morale culturale senza fini di lucro istituita per promuovere la conoscenza e lo studio della figura del grande imperatore svevo che nella cittadina marchigiana ha avuto i natali, e con l'ausilio dell'Associazione Culturale Credendo Vides International, osservatorio multimediale per la divulgazione dell'otium letterario, artistico e scientifico, presenta e istituisce due giornate di dibattito e studio sulla figura storica di Enrico VII di Hohenstaufen, il figlio primogenito di Federico II.

 

L'Evento voluto e promosso dal Circolo Re Alarico, è unico nel suo genere poiché, promuove il dibattito e stimola l'interesse accademico in campo nazionale e internazionale per lo studio approfondito e l'analisi storiografica delle vicende storiche, che principalmente ruotano attorno ad una figura illuminata ed affascinante come quella dell'Imperatore Federico II Hohenstaufen.

 

Imperatore capace, Legislatore efficace e Mecenate convinto, con un forte idea di unificare le terre e i popoli attraverso la valorizzazione culturale e l'innovazione delle lettere delle arti e delle scienze, Federico II rappresenta pienamente l'anima cosmopolita del re lungimirante, eclettico, che con la sua “curiosità intellettuale” e le sue scelte in campo politico diviene un “precursore della modernità”. La sua corte divenne l'”ombelico del mondo”, luogo privilegiato di incontro e di contaminazione fra le culture greca, latina, araba ed ebraica.

 

In questo contesto, al padre Federico II si contrappone la figura alquanto controversa del figlio primogenito Enrico VII, tanto dibattuta dalla storiografia moderna, che morì prematuramente in modo violento e la cui vita fu segnata da continue rivalse, screzi e tensioni più o meno gravi, con il genitore più famoso. Due Figure in antitesi e agli antipodi: l'uno un riformatore illuminato e colto, l'altro apparentemente un conservatore dai tratti oscuri quasi indecifrabili, che paga col prezzo della propria vita il dissenso dal padre.

 

Il Circolo Culturale Re Alarico, ha il merito, di rilanciare nella nobile città di Cosenza, l'attenzione delle istituzioni, del mondo intellettuale e accademico per la riscoperta dello studio della storia antica della città brezia, che Federico II considerava la sua sede preferita dopo Palermo e Napoli. A Cosenza, perciò, si trovano le ragioni storiche e storiografiche, che giustificano le fonti e legittimano un rapporto di “reciprocità culturale” con una parte fondamentale della Storia Europea.

 

È proprio grazie al Circolo Re Alarico, dunque, che si creano nuove sinergie culturali e sodalizi accademici con prestigiosi Enti di Ricerca nazionali e internazionali di “Studi Federiciani”, come la Fondazione Federico II Hohenstaufen Jesi - Onlus, i cui esponenti per la prima volta saranno accolti come ospiti d'eccezione, nella città di Cosenza.

 

 

Programma del Convegno:

 

Nella giornata di venerdì 18 maggio 2012, alle ore 17.00pm, presso la Casa delle Culture, sala Gullo sono previsti i saluti istituzionali di Giampaolo Chiappetta, consigliere regionale della Calabria e Fabio Costantini, presidente della Fondazione Federico II di Jesi;

seguono gli interventi di: Franca Tacconi, direttrice del centro studi Fondazione Federico II, Raffaele Giovinazzo, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, Francesca Cannataro, giornalista, esperta in storia e patrimonio culturale di Cosenza, Fulvio Terzi, architetto, docente Unical.

Conclude la serata Pietro de Leo, presidente dell'Istituto Internazionale di epistemiologia “La Magna Grecia”.

 

 

Sabato 19 maggio 2012 alle ore 10.00am, presso il Duomo di Cosenza, nella Sala Capitolare è previsto un incontro-dibattito a cura di Gianfranco Labrosciano, critico d'arte e Coriolano Martirano, storico e scrittore. Sono previsti gli interventi di Donatella Bisignano, docente, segretario dell'Ass. culturale Credendo Vides International, e Mariarosaria Salerno, docente, poetessa, saggista, vicepresidente dell'associazione C.V.I. Concludono i lavori della giornata i relatori: Alessandro Guarascio, direttore artistico del Centro Studi Convivio e Alessandra Primicerio, storica dell'Arte.

 

Le due giornate di studio saranno moderate da Michele Arnoni, avvocato, presidente del Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza.

 

 

by Uff. Stampa e Comunicazione

Resp. Prof.ssa Donatella Bisignano

Press & Comunication CLIODEA

www.editricecliodea.com

Tel/Fax:. +39 0984 482565 con segr.

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29/02/2012

L'UOMO Extratemporale di Stelvio Nunziata

BIO

 

 

Untitledkjhg6 1.jpgStelvio Nunziata, nasce nel 1944 e risiede a Cosenza; dopo aver completato gli studi superiori, a partire dall'84 è stato impiegato nell'azienda, allora di proprietà dello Stato, delle Poste Italiane s.p.a.

Oggi, pensionato, si dedica con passione e metodo allo studio e alla ricerca dell'indagine medico-scientifica nel campo della Biologia molecolare e genetica.

Difatti, il Nostro, attualmente, collabora come divulgatore scientifico e pubblicista su varie testate giornalistiche locali e nazionali. Negli anni della giovinezza si iscrive, anche, presso il Corso di recitazione e teatro dell'Accademia d'Arte Drammatica “Silvio d'Amico” di Roma.

L'Autore, mente poliedrica e brillante, cultore anche, e non solo della Storia della Filosofia, si pone come autodidatta colto e ricercatore indipendente, nell'analisi dei temi più affascinanti e innovativi, che focalizzano l'interesse della comunità scientifica ed accademica internazionale, nei settori specifici della Medicina quali, la branca della Genetica, della Gerontologia e della ricerca Oncologica. L'Autore, difatti, come saggista, utilizza i codici del linguaggio medico-scientifico più eccellente, per rielaborare in chiave personale le proprie considerazioni, e trarne spunti di riflessione e analisi critica originale e competente. Lo stile appare coinciso, semplice e scorrevole, tale da rendere agevole e propedeutica ai lettori, la lettura e la comprensione del testo scientifico. La neonata produzione letteraria in campo scientifico di Stelvio Nunziata, assolve perciò, pienamente alla sua funzione di stimolo intellettuale e creativo, per ogni fruitore, che intende relazionarsi e dialogare pariteticamente con le istanze della ricerca medico-scientifica più sperimentale.

Lo schema narrativo dell'Opera, dunque, si caratterizza fortemente per l'impulso chiaramente divulgativo e critico di notevole valore accademico; per la ricchezza e il dettaglio dei contenuti, la forma espressiva curata e meditata, quanto, anche, per le speculazioni a contenuto didascalico, che pare mediare un assunto di carattere filosofico o pseudo-filosofico ed escatologico, tentando di chiarire le ragioni della vita biologica dell'uomo sulla terra e i mille interrogativi, che, tutt'ora ruotano attorno all'evoluzione della specie.

L'Editore




Studio Critico Introduttivo



 

Copertinastelvionunziataw2.1.jpgSin dall'antichità o dagli albori dell'Umanità, l'uomo di ogni tempo, di ogni epoca e condizione antropologica, storico-geografica, culturale-religiosa ha cercato - mosso dalla spasmodica e continua ricerca di conoscenza e verità - di interpretare per quanto gli fosse possibile, il mondo, lo spazio in cui viveva, la natura e se stesso, alla luce di una chiara indagine critico-razionale, che gli permise di divenire, nel corso dei secoli, sempre più “sapiente” ed ancora “più cosciente” dei segreti o perlomeno dei meccanismi profondi che erano, e che sono, alla base della nostra vita, del cosmo e, naturalmente, finanche, di quei molteplici problemi che ruotavano attorno all'esistenza umana - quest'ultima ripensata, nell'arco delle ere, alla luce di una conoscenza più scientifica della natura e delle sue forze - che la governano e la rendono sia sul piano fisico, che evolutivo sempre in continuo movimento o trasformazione di cui fa parte, inevitabilmente, anche l'uomo, ed ogni creatura vivente, colti nella loro complessità ed interezza, malgrado quei limiti che sono imposti dalla medesima realtà sensibile.

 

Si finì così, dapprima, nel mirino di culti o pratiche religiose e dottrine svariate - pre-filosofiche - provenienti prevalentemente dall'Oriente, imbevute di mitologia, di prodigio e di fantasia, conosciute dai molti col nome di “Cosmogonie” (ricordiamo, a tal proposito, le due più famose: quella di Esiodo e quella di Omero), frutto di quella cultura e tradizione popolare antica - derivante particolarmente dal bacino del mediterraneo - che nel corso della storia del pensiero aveva elaborato, una propria analisi, che seppure poteva sembrare originale; in realtà col senno di poi, risultava, alquanto, “bislacca” e “carica d'immaginazione”, dunque, non conforme “alla mera naturalità”. Tuttavia, proprio, perché a questi miti sulla creazione del mondo mancavano, ancora, quelle prerogative tipiche delle teorie scientifiche, che successivamente, si affermò l'aspetto più logico e razionale: il “logos”, che non si limitò a prendere le cose per come esse erano, o potevano apparire agli occhi di un qualsiasi individuo - ovvero, senza alcuna ricerca o indagine, degna di essere definita tale - bensì si pose dei quesiti, delle domande e degli interrogativi, che aprirono “la coscienza umana” e “la nostra mente”, rendendola sempre più “dotta e illuminata”.

 

Ecco allora, che con il passare del tempo, con l'evoluzione continua della vita e degli organismi viventi di ogni specie e varietà, si giunse alla formazione della prima cellula vivente, che condusse in seguito all’uomo.

 

In seno all'argomento, vorrei ricordare al lettore, che cosa scriveva lo scienziato, patologo e antropologo tedesco Rudolf Ludwig Karl Virchow (1821-1902): “Omnis cellula e cellula” (ogni cellula nasce da un'altra cellula).

 

In sostanza, “la teoria dell'evoluzione”, per selezione naturale, formulata dal naturalista britannico Charles Darwin (1809-1882), ancor oggi fortemente discussa dai credenti e non, ha condotto, inevitabilmente, a dover credere che, dopo la cellula-uovo, sia avvenuta, anche la nascita e lo sviluppo di ogni singolo essere vivente; per essere più precisi sì è giunti ad un organismo più evoluto, ovvero “all'Homo sapiens” il quale, grazie alle trasformazioni verificatesi con ritmo sempre crescente nell'ambito della sua stessa sfera biologica e fisiologica come: “l'acquisizione della postura eretta”, “il bipedismo”, “la riduzione dei canini”, “l'espansione del cervello”, “l'utilizzo delle mani”, di conseguenza i numerosi cambiamenti muscolari e scheletrici, l'abilità nel sapere utilizzare i doni che la natura o meglio il territorio, in cui viveva gli offrivano; ed ancora grazie “alla sua intelligenza” e “alle potenzialità applicative”, riuscì a scoprire il modo di lavorare al meglio gli utensili, fino ad utilizzare i metalli, passando così inizialmente per l'età del rame a quella del bronzo; per poi giungere a quella del ferro.

 

In seguito, quando la capacità del cervello umano raggiunse l'acme dell'espansione e delle potenzialità, i primi “ominidi” riuscirono a trovare, pure, un nuovo modo per comunicare tra loro, diverso da tutto quello che prima era esistito; e cioè non utilizzarono più solo i suoni e i gesti, ma un linguaggio ben articolato, ossia “il linguaggio fonetico”.

 

Dopo l'evoluzione del sistema fonetico - in queste antiche terre - nacque e si sviluppò, anche, la scrittura, che favorì le prime attività e gli scambi commerciali tra popoli diversi, per cultura e religione, e con essi si incrementarono man mano, in ugual modo, le istituzioni sociali, politiche, religiose e culturali - quest'ultime, poi, segnarono il definitivo distacco dell'uomo dalla scimmia.

 

Dopo millenni di trasformazioni e cambiamenti non solo ambientali e naturali, si affacciava così la civiltà umana - con il suo bagaglio di esperienze, di sapere o conoscenze, ed ancora con la negazione degli istinti animali e l'origine della coscienza o della consapevolezza - che avrebbe trasformato e dominato la natura, favorendo “quell'ulteriore salto” di qualità prettamente verso l'evoluzione materiale, e, dunque, consentendo la nascita del pensiero Occidentale, fino a dar luogo all'intera storia dell'Universo. A questo proposito - esplicitando ulteriormente quanto è stato detto - si elabora, proseguendo nel ragionamento, che “il cammino umano”, allontanandosi dalla Natura preistorica “dei primati” e “dei primi ominidi” compì realmente un balzo in avanti, verso la realizzazione di un futuro ricco di strumenti tecnologici sempre più sofisticati, che portarono come conseguenza il progresso, il benessere, la ricchezza, la costruzione di macchine sempre più all'avanguardia, e la nascita della scienza - portatrice quest’ultima di una verità certa, definitiva, oggettivamente valida, e ricca di spunti teorici e tecnici - soprattutto in campo medico-scientifico, e, la terapia e la cura delle malattie del corpo, l'allungamento della vita, connesso, proprio, ai progressi scientifici e ad uno stile di vita più salutare, che via via diede origine ad una nuova fase o era: “la modernità”.

 

In tal modo “i più colti”, “gli illuminati”, “i naturalisti” , “i sapienti filosofi” e “i fisici-matematici” scandagliavano con i loro giudizi e le loro nozioni, “il perché delle cose”, “il perché della vita”, “il perché della morte”, concentrandosi, particolarmente, proprio sulla ricerca della felicità, del piacere, del godimento, anche se effimero dei beni naturali e non, o indagavano sui problemi esistenziali, cosmologici, politici e religiosi, ed ancora ponevano l'attenzione sulle infinite sfumature della realtà, dell'Universo, della natura e del suo rapporto con l'uomo, anche, se non mancarono, in tal senso, “le dispute e le accese polemiche”.

 

È, infatti, comune a molti di questi primi filosofi pagani e alle loro concezioni, l'idea di dover attingere a tutti i costi la verità, per poter così accedere ad una conoscenza della realtà più concreta, certa, indiscussa ed oggettiva. Ora, muovendo da queste prime considerazioni, che portano sempre a nuovi spunti di riflessione, a cavallo tra un secolo e l'altro, ecco che, alcuni pensatori ricercarono la verità, “in una visione metafisica e trascendente”, oggi, diremmo, alquanto astratta ed ultra terrena; piuttosto riconducibile all'idea di Dio e alla sua esistenza; altri studiosi, al contrario, non contenti dei sogni e delle illusioni, la individuarono in un percorso conoscitivo più certo e definito, decisamente “più scientifico”, secondo le regole e gli schemi dell'intelletto umano.

 

Di li a poco, nacquero le prime scuole di pensiero, legate ognuna all'uno o all'altro sapere; ed ancora i primi studi - che si collocavano sempre sul piano filosofico - ovvero si incentravano su diversi interrogativi, e riflettevano sul mondo e sull'uomo, sulla relazione con Dio, indagando sul vero senso o significato dell'essere e dell'esistenza umana, prefigurando, inoltre, il tentativo di studiare e definire pienamente la natura, accanto alle possibilità e ai limiti della conoscenza umana.

 

Ripercorrendo a ritroso, dunque, le fasi del sapere umano o della cultura tradizionale, si pervenne, così a due concezioni o prospettive: una più scientifica, fondata sull'intelligenza e sulla curiosità - caratteristiche, queste, tipiche dello scienziato - che mai pago della conoscenza sensibile cerca sempre di indagare e scoprire cosa c'è “sotto ogni cosa” o come funziona “ogni cosa”, elaborando sempre nuove teorie, finalizzate al progresso e al benessere della natura e dell’intera Umanità; l'altra più filosofica e/o religiosa, legata ai dogmi, alla spiritualità e alla fede, che conduce non tanto all'azione umana, quanto all'astrattismo e, dunque, ad una visione più escatologica del mondo e dell'azione dell'uomo: ovvero, ci guida - non senza un minimo di perplessità - a credere, persino, nell'esistenza “della vita oltre la morte” e, pertanto, nel desiderio di poter “vivere per sempre”. In proposito, ad avvalorare quest'ultima analisi, ecco cosa scriveva, il celebre filosofo olandese Baruch Spinoza (1632 - 1677): “Sopportando l'uno e l'altro volto della fortuna, giacché tutto segue dall'eterno decreto di Dio con necessità”, per cui “Non odiare, non disprezzare, non deridere, non adirarsi con nessuno, non invidiare in quanto negli altri come in te non c'è una libera volontà, tutto avviene perché così è stato deciso”.

 

Ed ancora, riguardo a queste prime ed attualissime riflessioni, ecco che cosa scriveva il filosofo greco Platone (427 a.C. - 347 a.C.), in uno dei suoi famosi dialoghi, il “Teeteto”: “É proprio del filosofo questo che tu provi, di esser pieno di meraviglia; né altro cominciamento ha il filosofare che questo”...(...). Successivamente sarà il filosofo e scienziato stagirita Aristotele (384 a.C. o 383 a.C - 322 a.C), nel primo libro della Metafisica, a perfezionare, ulteriormente, le considerazioni fatte dal suo illustre maestro, scrivendo: “Tutti gli uomini tendono per natura al sapere. Lo segnala il loro l'amore per le sensazioni, amate per se stesse, indipendentemente dall'utilità, preferita tra tutte la vista, non solo in vista dell'azione, ma anche senza intenzione pratica. Il motivo è che, mostrando la molteplicità delle differenze, la vista fa acquisire più delle altre sensazioni (nuove) conoscenze. Per natura gli animali sono dotati di sensibilità, da cui in alcuni nasce la memoria, in altri no. Perciò i primi sono più intelligenti e (980 b) più capaci di imparare rispetto a quelli che non sanno ricordare. Sono intelligenti, ma senza capacità di imparare, quelli che non possono udire i suoni (come l'ape e ogni altro genere similare). Invece, quelli che, oltre la memoria, hanno anche l'udito imparano (meglio). Mentre gli altri animali vivono di immagini e ricordi e partecipano poco all'esperienza, il genere umano vive di attività tecniche e razionali”…(...).

 

E così, man mano che il tempo passava e la razionalità prendeva inesorabilmente sempre più il sopravvento, domandandosi fortemente quale fosse ad esempio “il principio misterioso,” o “archè” che dava origine a tutta la vita, all'esistenza di ogni essere vivente, o particella, molecola, ecc.; tuttavia, anche, quel forte bisogno di filosofare spingeva i più sagaci, i più arguti ad avvalorare, maggiormente, l'una o l'altra prospettiva (l'indagine filosofica o l'indagine scientifica), che condizionerà, in seguito, inizialmente tutto il pensiero classico ed ellenico; e più tardi, persino, il pensiero Occidentale - che sarà, viceversa, portatore di tecnologia, progresso, ottimismo e benessere in ogni campo delle scienze umane (Cfr. G. Fornero, Concetto e critica del romanticismo ottocentesco nel pensiero di Nicola Abbagnano, in Rivista di storia della filosofia, XXXIX, 1984, fasc. III, pp. 551-570: “La storia è progresso necessario e continuo in cui si vive attuando o manifestando l'Umanità nel suo sviluppo progressivo”).

 

A questo punto, ripercorrendo tutto il tempo passato, è storicamente accreditato, che noi assistiamo alla diffusione di questi due modelli, con cui si interpreterà “la realtàomnia”, che iniziati in età remota, culmineranno - passando per il Seicento e il Settecento, ed ancora per la prima metà dell'800 - nella nascita del Positivismo, in Francia, e consolideranno sempre più quella spaccatura tra l'indagine teorica e umanistica, e l'indagine tecnologica e scientifica, ovvero sperimentale; dal momento che, già, precedentemente con il filosofo e politico inglese Bacone (1561-1626), successivamente con il filosofo e matematico francese Cartesio (1596-1650); e poi, con l'illustre fisico, astronomo, filosofo e padre della scienza moderna, Galileo Galilei (1564 - 1642), era mutato il modo di osservare la natura - non più “buona o cattiva”, quasi “umanizzata” - ma strutturata secondo quei fenomeni che vanno osservati, sperimentati, quantificati, misurati; e solo in un secondo tempo, si potranno formulare delle ipotesi, delle teorie o principi e leggi, grazie anche all'apporto di nuove metodologie e scoperte scientifiche- astrologiche, come il cannocchiale o il microscopio.

 

Eppure, se da un lato la mente umana si apriva, maggiormente, alla meraviglia e allo stupore dell'esistenza - e la ragione si imponeva sul “senso comune”- dominando anche gli impulsi primordiali - dall'altra parte si assaporava, “un'amara verità”, e cioè: “che tutto il vivere, tutto il creato erano segnati dalla sofferenza, dalla malattia, dall'insicurezza; e di conseguenza anche l'intera esistenza umana e di ogni creatura, ruotavano intorno al dolore”!

 

E non solo questo, per essere più precisa, la vita dell'uomo era contrassegnata, soprattutto, dall'angoscia profonda connessa alla morte, che appariva come “un evento innaturale”, proprio perché scuoteva gli animi, turbava l'ordine naturale di ogni cosa, ed ancora, improvvisamente, troncava quella normalità e quella quiete, scandite dallo scorrere del tempo, delle stagioni e di ogni giorno; cosicché la perdita di una persona cara e non, creava dolore, sconforto, senso di impotenza e prostrazione!

 

Eppure, questa condizione, non era l'unica, a volte la morte poteva essere concepita, anche, come il ritorno dell'“individuale nell'universale”, il congiungimento del “finito o limitato con l'Assoluto”; oppure per esorcizzarne la paura, attraverso di essa, si acquisiva una dimensione diversa da quella terrena, ovvero più spirituale (l'uomo poteva vivere una nuova vita, divenendo “immortale”) e ci si proiettava, quindi, verso una dimensione nuova, libera da ogni dolore, corruzione e peccato, riconducibili sempre alla materia sensibile, dunque, al corpo. Non dimentichiamo, infatti, che proprio quest'ultimo tentativo di spiegazione ha prodotto nel Cristianesimo quella concezione, che, malgrado la vita, e sebbene ci sia ogni forma di progresso e di bellezza nella società e nel mondo, l'uomo prima o dopo muore e lascia la sua dimora terrena - segnata purtroppo, anche, dal dolore e dalla morte, per colpa del peccato commesso dal primo uomo, Adamo - però questo avvenimento non ci deve rattristare, perché la sua anima continuerà a vivere anche dopo la morte nella dimora eterna, immortale fatta di ristoro, luce e beatitudine (il paradiso) o di fuoco, buio, tormento e dolore (l'inferno); aspettando poi la resurrezione finale, dopo il Giudizio Universale e la venuta gloriosa di Cristo nuovamente sulla terra.

 

Riporto ora il passo di Matteo che chiarisce quanto dicevo prima: “E questi andranno nelle pene eterne e i giusti nella vita eterna” (Mt. 25:46).

 

In questa prospettiva cristiana e di profonda fede, dunque, non solo la sofferenza, ma anche la morte assumono un aspetto diverso e l'anima resta viva, ugualmente cosciente, ugualmente attiva come durante la vita terrena.

 

In tal modo, si comprende benissimo come, malgrado ci fosse una indagine critica, oserei dire nitida e razionale, tuttavia era ancora presente, la rappresentazione mitica o fantastica, sia nel sapere Orientale, che nelle colonie greche del Mediterraneo, con cui si cercava di allontanare dalla realtà del mondo, proprio il dolore, la malattia, le paure, come: la vecchiaia, i cataclismi, i terremoti, il forte senso di precarietà e caducità, che accompagnavano la vita di ogni organismo vivente, persino dell'uomo, che si distingueva dalla massa, proprio, perché possedeva la “ragione”, il “logos”. Spesso, rifacendosi sempre a questa prospettiva passata, non si può tralasciare, di menzionare, anche, l'altro aspetto interessante, presente sempre nelle culture mitiche e nei rituali religiosi dell'Oriente intero; e cioè la credenza “nella reincarnazione” o “nella trasmigrazione” delle anime, dopo la morte in un altro corpo, che poteva essere umano, animale o vegetale.

 

Questa idea, la si trova bene espressa, marcatamente, nella dottrina del filosofo e matematico greco Pitagora (570 a.C. - 495 a.C.), che rifacendosi “ai misteri orfici e all'orfismo” ci parla della morte come “se essa fosse il passaggio a una nuova forma di vita”.

 

In questo senso, i pitagorici sostenevano che, ogni singolo uomo è precipitato sulla terra, a causa “di una colpa originaria”, per cui è costretto “a trasmigrare da un corpo a un altro”, non solo nei corpi di altri uomini; ma anche di piante e animali. Per liberarsi da questa catena ciclica di successive morti e di rinascite, occorre ritornare allo stadio di purezza originaria - eliminando ogni traccia di male e negatività - ed ancora dedicarsi alla contemplazione disinteressata della verità, praticando i rituali sacri di iniziazione, di catarsi e di purificazione.

 

Si narra, che un giorno, mentre Pitagora passasse vicino a qualcuno che maltrattava un cane, abbia detto: “Smettila di colpirlo! La sua anima la sento, è quella di un amico che ho riconosciuto dal timbro della voce”!

 

Al di là dell'aneddoto, ulteriore risonanza in seno all'argomento si ebbe, permettetemi di dire, ancora una volta con il filosofo, tanto caro a tutta la tradizione del pensiero greco, Platone, che fa della reincarnazione la base per strutturare il suo pensiero “sull'innatismo della conoscenza”. Chiaramente, per far questo, lui ricorre, ancora una volta, non tanto alla razionalità, quanto al racconto mitico; e difatti tra i tanti miti narrati dal pensatore, vorrei citare il “mito di Er”, che viene posto al termine della Repubblica (libro X). Ma chi era Er? Er era un soldato, proveniente dalla Panfilia (regione mediterranea dell'Asia Minore), che morto in battaglia, ritorna in vita per rivelare agli uomini i segreti dell'oltretomba. In sintesi, tutta la vicenda, ricorda la narrazione di una vera e propria esperienza di pre-morte, vissuta da un comune uomo, nel caso specifico, un valoroso guerriero.

 

Ma leggiamo, alcune parti del racconto, oserei dire alquanto commovente, affascinante, emblematico e ricco di spunti interpretativi, che qui è riportato, per esaminare ulteriormente la concezione o il punto di vista di quel tempo. Ecco quanto scrive il filosofo: “Er figlio di Armenio, di origine panfilica. Costui era morto in guerra e quando, al decimo giorno, si portarono via dal campo i cadaveri già decomposti, fu raccolto intatto e ricondotto a casa per essere sepolto; al dodicesimo giorno, quando si trovava già disteso sulla pira, ritornò in vita e raccontò quello che aveva visto laggiù. Disse che la sua anima, dopo essere uscita dal corpo, si mise in viaggio assieme a molte altre, finché giunsero a un luogo meraviglioso nel quale si aprivano due voragini contigue nel terreno e altre due, corrispondenti alle prime, in alto nel cielo”...(…). “Così vide le anime che, dopo essere state giudicate, partivano verso una delle due voragini del cielo o della terra; dall'altra voragine della terra risalivano anime piene di lordura e di polvere, dall'altra posta nel cielo scendevano anime pure. Quelle che via via arrivavano sembravano reduci come da un lungo viaggio; liete di essere giunte a quel prato, vi si accampavano come in un'adunanza festiva. Le anime che si conoscevano si abbracciavano e quelle provenienti dalla terra chiedevano alle altre notizie del mondo celeste, e viceversa. Nello scambiarsi i racconti delle proprie vicende le une gemevano e piangevano, al ricordo di quante e quali sofferenze avevano patito e veduto durante il viaggio sottoterra (un viaggio di mille anni), mentre quelle provenienti dal cielo riferivano le visioni di beatitudine e di straordinaria bellezza che avevano contemplato”...(…). “Quando ormai era scesa la sera, si accamparono presso il fiume Lete, la cui acqua non può essere contenuta in nessun vaso. Poi tutte furono costrette a bere una certa quantità di quell'acqua, ma le anime che non erano protette dalla prudenza ne bevevano più della giusta misura; e chi via via beveva si dimenticava ogni cosa. Dopo che si furono addormentate, nel cuore della notte scoppiò un tuono e un terremoto, e all'improvviso esse si levarono da lì per correre chi in una, chi in un'altra direzione verso la nascita, filando veloci come stelle. Ma a Er fu impedito di bere l'acqua; non sapeva come e per quale via fosse tornato nel corpo, ma all'improvviso riaprì gli occhi e si vide disteso all'alba sulla pira”…(…).

 

Tuttavia, la filosofia greca, rispetto alla filosofia Orientale - quest'ultima capitanata dall'Induismo, dal Buddismo, dal Taoismo, dall'Ebraismo e dall'Islamismo, che vedevano nella casta sacerdotale quel potere assoluto e decisionale - aveva sempre una sua originalità e affermazione, proprio, perché essa derivava dal modello di vita delle poleis (città-stato) che promuovevano al loro interno la democrazia, il dibattito e la discussione tra i cittadini ateniesi.

 

Queste vicende politiche, economiche e culturali - al di là delle tradizioni rituali e dei costumi - nel corso del tempo fecero di Atene “la culla” della filosofia e della libertà greca. A testimonianza di quanto è stato detto, ed ancora, in cima alle prime fasi di questa mia riflessione, appare chiaro che la filosofia, prima ancora della scienza, e prima ancora dei numerosi benefici, ottenuti, grazie anche alla ricerca medica, sia stata, storicamente, quello strumento teorico e pratico, capace di condurre l'uomo alla felicità; in altre parole, essa ha rappresentato e rappresenta oggi, più di ieri, quel possibile tentativo “di liberare l'uomo dal dolore e dalle paure, che da sempre lo accompagnano, dal suo nascere alla morte, lungo il suo percorso di vita”.

 

Successivamente, sarà il paradigma tecnico-scientifico moderno a risollevare - con il suo ottimismo, con le sue conquiste, con i suoi mezzi economici e la produzione di farmaci sempre più miracolosi - l'uomo di tutti i giorni dalle numerose paure, dall'ansia che rendono l'esistenza umana e collettiva ancora infelice; sottoponendolo sempre più a terapie di ringiovanimento e difesa dalle malattie. Tutto questo, per garantirsi l'eternità, l'immortalità e sopravvivere per sempre!

 

Scrive il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer (1788-1861) nell'Opera più famosa, Il mondo come volontà e rappresentazione: “Ad eccezione dell'uomo, nessun essere si meraviglia della propria esistenza (…). La meraviglia filosofica (…) è viceversa condizionata da un più elevato sviluppo dell'intelligenza individuale: tale condizione però non è certamente l'unica, ma è invece la cognizione della morte, insieme con la vista del dolore e della miseria della vita, che ha senza dubbio dato l'impulso più forte alla riflessione filosofica e alle spiegazioni metafisiche del mondo. Se la nostra vita fosse senza fine e senza dolore, a nessuno forse verrebbe in mente di domandarsi perché il mondo esista e perché sia fatto proprio così, ma tutto ciò sarebbe ovvio” (…).

 

A riguardo è importante ricordare, anche, un altro filosofo greco, Epicuro (341-271 a.C.), che “nell'Epistola a Meneceo” considera la filosofia come un “quadrifarmaco”, ovvero “la filosofia come medicina dell'anima”, capace cioè, di liberare l'uomo da quelle quattro paure, che da sempre attanagliano il suo animo, causando prostrazione e angoscia.

 

Ecco in sintesi, che cosa scriveva il filosofo dell'isola di Samo: “Meneceo, mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire” (…). “Se non fossimo turbati dal pensiero delle cose celesti e della morte e dal non conoscere i limiti dei dolori e dei desideri, non avremmo bisogno della scienza della natura”…(…).

 

Per intenderci, il geniale Epicuro, al pari di un medico odierno, mette in atto una rassicurante e benefica terapia d'urto, ed elabora così, per ogni paura o male, la giusta cura.

 

Ecco, in breve, che cosa prescrive: “non bisogna temere gli dèi”, perché gli dei sono perfetti, beati ed eterni, abitano negli intermundia, cioè lo spazio tra i mondi reali; e per tale motivo, per non contaminare la loro natura divina, non si interessano delle faccende degli uomini mortali e non impartiscono loro premi o punizioni; ed ancora proseguendo nel rimedio dice: “non bisogna temere la morte”, perché quando noi ci siamo ella non c'è, quando lei c'è noi non ci siamo più; e via discorrendo aggiunge, anche, che: “non bisogna temere il dolore fisico” perché se il dolore è lieve, è sopportabile; qualora diventasse forte porterebbe inevitabilmente presto alla morte; e per concludere esorta a “ricercare il piacere”, cercando di soddisfare sempre quei “bisogni naturali e necessari”, senza eccedere; ma accontentandosi della propria vita, e godendo ogni momento come se fosse l'ultimo.

 

Eppure, mi piace, richiamare ancora una volta, l'attenzione del lettore, proprio su un altro aspetto, che a mio avviso, non andrebbe tralasciato, e che va a chiudere la mia attenta analisi di presentazione a questa bellissima opera scritta dall'illustre studioso/ricercatore Stelvio Nunziata; e cioè, malgrado siano cambiati i tempi, i valori e i costumi, l'uomo, colto, istruito, della nostra era moderna, sembra aver mantenuto quella condizione di insicurezza, di brutalità, di pazzia e ferocia, per non parlare di aggressività, che appartengono al nostro passato animale - quasi una sorta di zavorra - che lo porta a praticare nei riguardi del suo simile e di tutti gli esseri viventi azioni rivolte più al male che al bene; e difatti, malgrado i cambiamenti positivi che ci sono stati, e che continuano ad esserci - se si pensa al fatto che l'uomo è riuscito, pure, ad evolversi, grazie alla tecnologia che gli ha permesso di costruire astronavi per viaggi spaziali, ed ancora molte sono le scoperte e le innovazioni tecnologiche soprattutto in campo medico-scientifico (a partire dal XIX e XX sec.); per non parlare poi di nuovi farmaci, vaccini, cure, ricerche e scoperte in ogni settore della medicina - che garantiscono cura, prevenzione e salute - tuttavia, bisogna prendere anche atto, a malincuore lo dico, che c'è ancora molta strada da fare, per riuscire a liberarci del tutto dalla paura della morte e delle malattie, dalle guerre, dagli omicidi, dalle armi di distruzione di massa, dal nichilismo, dallo sfruttamento ecologico e ambientale, se è vero che l'essere umano possiede sensibilità e pensiero, allora dovrà far valere la propria ratio, dominando la natura e le sue risorse, con tecniche di controllo e sfruttamento scientificamente eque, di salvaguardia di ogni elemento.

 

Solo così, ci sarà quel miglioramento di vita tanto auspicato non solo per l'uomo, ma per ogni ente, animale e vegetale; ed ancora quando si realizzerà pienamente l'integrazione dei due modelli: filosofico-teologico e scientifico, allora, si potrà parlare di vero progresso corroborato dalla vera “rivoluzione scientifica”. Questo saggio, pertanto, non vuole solo far emergere la bravura dell'Autore, che è riuscito a condensare nel libro - argomenti di un forte e profondo impatto emotivo, e di grande interesse filosofico, scientifico e culturale - giacché, egli scrive con sagacia, rigore/determinazione, e buona capacità sintetica, senza tediare o appesantire in alcun modo il lettore, ma con acume e leggerezza di bravo ricercatore, senza forzature e imposizioni, rispettando l'una o l'altra ricerca e teoria, su argomenti cruciali e sempre attuali, come: l'invecchiamento, la morte, l'eterna ricerca dell'immortalità, la malattia, che possono toccarci da vicino e non solo; o ancora ci parla delle meravigliose scoperte mediche e sanitarie, che rimandano il lettore a dover vagliare e ad indagare sugli approfondimenti medici, sanitari e sulle numerose scoperte scientifiche, avvenute negli ultimi venti anni, perdendosi sempre più in quei meandri del ragionamento, che non conosce mai fine o conclusione. Pertanto, questo libro, ricchissimo di note, di spunti interpretativi, si avvale anche del contributo medico-scientifico di illustri Professori, Scienziati, Premi Nobel della medicina, Biologi molecolari ed Evoluzionisti, ed ancora delle scoperte recenti compiute dai giovani Ricercatori medici di tutto il mondo, che ogni giorno - sforzandosi e impiegando, oltre al proprio tempo, anche incendi somme di denaro, al chiuso dei loro laboratori - studiano le cellule (un esempio sono le ultime scoperte condotte sulle cellule staminali; e difatti c'è un campo, per il quale l'uso delle staminali embrionali sarebbe molto utile: la ricerca biomedica. In breve, con le embrionali c'è la possibilità di creare tessuti umani), cercando la cura che possa guarire definitivamente quei terribili “morbi” del corpo e dell'anima, che affliggono l'intera Umanità, senza via di scampo, quali: l'AIDS (o sindrome da immunodeficienza acquisita) e il tumore; oppure si industriano nel tentativo di garantire all'uomo “l'elisir di lunga vita” (la leggendaria pozione o elisir capace di donare la vita eterna e l'immortalità a chiunque lo beva) o ancora una vita più felice e più sana, libera da ogni epidemia.

 

Basti considerare, a tal proposito, che ogni anno sono all'incirca 600.000 le persone che si ammalano di cancro; e la maggior parte di queste muore di tale malattia, tra indicibili dolori e sofferenze!

 

Con ciò, infatti, non si vuole sminuire l'operato dei medici e dei ricercatori perché, nonostante questi dati, non va tralasciato il fatto, che ci siano stati dei progressi per quel che riguarda la cura chemioterapica e la terapia radiante; per non parlare poi della miglioria, che ha interessato la tecnica chirurgica e lo studio approfondito, anche, sull'alimentazione, capace di tenere sotto controllo gli effetti devastanti della malattia in alcuni pazienti. Scrive lo psicologo Robert Betz: “Ogni essere umano desidera un'esistenza appagante e piena di soddisfazioni, eppure molti di noi vivono nella coscienza della mancanza: ci “manca” questo, “abbiamo bisogno” di quest'altro. Viviamo una vita scialba, in cui ci sembra manchi la gioia di vivere. Andiamo a lavorare controvoglia, facciamo sacrifici per gli altri, senza sapere cosa vogliamo realmente e ignorando cosa ci rende felici. Una vita priva di consapevolezza, triste e piena di incertezze”...(...). Non sorprende, allora, se dico che l'Autore ha dimostrato abilità, capacità - oserei dire - una certa autorevolezza, nel trattare ogni notizia scientifica, contenuta in questo brillante studio, un excursus storico ricco di riferimenti fantastici, storici, scientifici che può essere letto da tutti, ed analizzato e divulgato - indipendentemente dalla propria formazione culturale o dal proprio credo religioso - con animo libero da ogni condizionamento e dogma; inoltre all'interno della sua ricerca non esiste un singolo studio, o modello interpretativo; ma tanti approcci, tante metodologie e schemi scientifici, che si intersecano fra loro creando una enorme rete di informazioni, che ampliano le nostre conoscenze.

 

È altrettanto importante comprendere: “l'importanza delle nuove ed emergenti tecnologie mediche, che smontano le idee storiche di morte e dell'Io”, ed ancora: “Il corpo è solo una macchina complicata. Non c'è componente del corpo che non possa essere riparata o sostituita, almeno in linea di principio”...(...). “È non c'è ragione sociologica per credere che le nostre conoscenze mediche, biologiche e tecnologiche, in costante accelerazione, non continuino a produrre una durata della vita crescente”...(...), come scrive il Nostro puntiglioso e meticoloso ricercatore.

 

Durante un mio incontro con l'Autore, alla domanda sul perché avesse scritto questo libro, così ricco di notizie, che muovono la nostra riflessione sull'uomo - colto nella sua mera condizione esistenziale, empirica; in altri termini nella sua totalità o interezza - Egli mi rispose: “Ho scritto questo libro, ispirandomi allo slogan della campagna londinese contro l'AIDS, che diceva testualmente: “DON’T DIE OF IGNORANCE”! Non morite di ignoranza!.

 

Ma cosa vuol dire la parola “ignoranza”? E soprattutto perché l'Autore la utilizza, come chiave di lettura, per comprendere appieno il significato di tutto il suo meraviglioso contributo?

 

Troviamolo questo filo di Arianna e dipaniamo la matassa!

 

Ancora una volta è il pensiero filosofico greco a venire in nostro aiuto; e nello specifico è il filosofo Socrate (470/469 a.C. - 399 a.C.), che afferma: “Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta dall'uomo”, dunque, “l'ignoranza è l'origine di tutti i mali”. Senza dubbio, l'affermazione è più che giusta, se si pensa al fatto, che se noi ignoriamo la conoscenza di qualcosa, allora noi non potremmo mai argomentare su essa, e non solo, basti pensare, anche, che non riusciremmo a dire se un punto di vista è corretto o sbagliato; ed ancora non potremmo far crescere il nostro bagaglio di conoscenze o di esperienze!

 

Senza dubbio, oggi, si riscopre fondamentale il dover correre alla medicina e all'aiuto di medici specializzati, per evitare la morte prematura o la malattia; si dice, infatti, comunemente: “meglio prevenire che curare”; ma questo non sarebbe possibile o risulterebbe azione vana, se vivessimo nella mancanza di conoscenza, non avremmo neppure quella spinta a comprendere la vita e le sue molteplici sfumature; ed ancora non ci sarebbe l'aspettativa per un futuro migliore ricco di scoperte, di progresso scientifico o farmaceutico, e di benessere.

 

Non ci sarebbe più futuro per noi, per i nostri giovani e i nostri figli!

 

Insomma, ripiomberemmo nei secoli più bui della storia umana, nel baratro dell'indifferenza, dell'egoismo, dei pregiudizi, dell'ignoranza e della stupidità, per non parlare poi di arretratezza, animalità e precarietà. Non si potrebbe parlare né di passato, né di presente e né di futuro!

 

Non avrebbe senso, neanche, parlare di un'“evoluzione della specie umana” o di “teoria dell'evoluzione”, dato che al di là della selezione naturale, fu proprio l'evoluzione, il linguaggio, la cultura - indipendentemente dalle condizioni storico-geografiche - a favorire la nascita della società umana, delle leggi e dell'etica, che spinsero sempre più l'agire umano a ricercare la felicità, il piacere evitando il dolore.

 

A comprovare quanto è stato detto, è interessante notare che cosa scrive il filosofo, politico e storico italiano Benedetto Croce (1866-1952): “Non così verso gli antenati che ci assegna il Vico i quali hanno in fondo al cuore una favilla divina, e Dio temono, e a lui pongono are, per lui sentono svegliarsi il pudore e fondano i matrimoni e le famiglie e seppelliscono i morti corpi, e per quella favilla divina creano il linguaggio e la poesia e la prima scienza che è il mito. In questo modo la preistoria, dove accade che sia innalzata veramente a storia, ci mantiene dentro l'umanità e non ci fa ricascare nel naturalismo e nel materialismo”.

 

Ecco allora, che si comprende l'importanza dell'essere dotti, dell'essere desiderosi di nuove mete, scoperte e conquiste in ogni campo; ed ancora dell'essere in grado di interpretare correttamente ogni situazione, ogni realtà allontanando da noi il dolore, e tutto ciò che può nuocere alla crescita di ogni essere vivente, e al suo sviluppo psico-fisico; aiutandoci gli uni con gli altri, riscoprendo la solidarietà e il dialogo; solo così, avrà avuto senso l'evoluzione umana e ogni teoria speculativa.

 

La scienza soprattutto quella bio-medica deve liberamente e incessantemente produrre, e deve garantire impegno, competenza professionale e la salute pubblica di tutti i cittadini; e al primo posto deve garantire la cura e il rispetto della dignità di ogni paziente.

 

Prima di concludere, vorrei esprimere un ringraziamento al Dott. Atanasio Bisignano, Titolare della Casa Editrice Cliodea, che ha spronato il Nostro Autore, Stelvio Nunziata, a pubblicare prontamente questo suo interessantissimo e corposo saggio, ricco di note e riferimenti anche a fatti concreti e a notizie scientifiche aggiornate.

 

Auguro all'esordiente Stelvio, con tutta la stima affettuosa e il rispetto che ben merita, il successo sincero per la pubblicazione di tanti altri bei lavori come questo, realizzato con il suo unico impegno, serietà, talento, originalità ed un ad maiora semper.

 

 

 

Prof.ssa Donatella Bisignano (Docente e Resp. Ufficio Stampa e Comunicazione della Casa Editrice)




Caratteristiche Editoriali

  • Dimensioni del Libro 15x21
  • Rilegato con Coperta telata e scatolata
  • Sovracoperta a colori plastificata con finitura opaca e alette
  • Pagine colore avorio
  • Foto B/N e a colori con didascalie
  • Note Critiche ed Esplicative
  • Studio Critico Introduttivo della prof.ssa Donatella Bisignano
  • Codice ISBN 9788890339561
  • Prezzo al pubblico 25,20€

 

Per Info e Comunicazioni www.editricecliodea.com

 

Email:. atanasiobisignano@yahoo.it - bisignano_at@libero.it

 

Per prenotazioni Telefoniche:. +39 0984482565 con segr. tel.

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27/02/2012

Nasce a Cosenza la Credendo Vides International

Nasce a Cosenza la CREDENDO VIDES INTERNATIONAL: l'Associazione Culturale di Casa Editrice Cliodea di Atanasio Bisignano Editore.

Nasce a Cosenza l'Associazione Culturale senza fini di lucro denominata "CREDENDO VIDES INTERNATIONAL", Osservatorio multimediale per la divulgazione dell'otium letterario, artistico e scientifico.

Continua...

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01/12/2011

In Lavorazione il Saggio inedito di Stelvio Nunziata: "L'Uomo Extratemporale"

INFO/News: 01/12/2011 - In corso di Lavorazione Editoriale, per la Collana di Studi e Ricerche sez. "Mito e Scienza" diretta e curata dalla prof.ssa Donatella Bisignano, docente e filosofa, il Saggio inedito dell'Autore Stelvio Nunziata, scrittore, saggista, ricercatore metodico e studioso poliedrico, dal Titolo: "L'Uomo Extratemporale", il Dono Mistico dell'Immortalità attraverso il viaggio per la conquista dell'Eternità.

Un Saggio a carattere filosofico e scientifico sul concetto di vita eterna, intesa come capacità dell'uomo a sopravvivere all'infinito, o per un lasso di tempo più o meno grande, senza dover per questo affrontare la condizione ineluttabile della morte fisica e/o biologica del corpo materiale; il corpo umano e l'anima nel loro divenire dialettico, attraverso un percorso evolutivo, che diviene fisico e scientifico ma anche di ascesi spirituale, e che spinge l'uomo ai confini della propria conoscenza e a desiderare l'eternità.

La "ragione" della Ricerca scientifica più innovativa e i "dogmi" della Fede religiosa, in materia di evoluzione biologica umana e di liberazione "escatologica" dell'essere sulla Terra, sono messi a confronto ed analizzati, secondo uno schema narrativo chiaro e divulgativo ed una chiave di lettura originale e avvincente.

La Redazione

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28/11/2011

S. Natale 2011: Auguri

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‎...by www.editricecliodea.com ::: La VERA Cultura è la VERA Civiltà!

Il Libro "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno e tutte le Produzioni di casa CLIODEA sono in vendita onLine su tutti i Portali web e-commerce, nazionali ed internazionali: 

AMAZON: http://www.amazon.it/cliodea-Libri/s?ie=UTF8&rh=n%3A4...

DEASTORE: http://www.deastore.com/editore/Cliodea.html

IBS: http://www.ibs.it/editore/Cliodea/cliodea.html

UNILIBRO: http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodo...

LIBRERIAUNIVERSITARIA: http://www.libreriauniversitaria.it/libri-editore_Cliodea...

WEBSTER: http://www.webster.it/c_power_search.php?shelf=BIT&q=...

LIBRERIASCOLASTICA: http://www.libreriascolastica.it/libri-scuola/editore-cli...

MEDIAWORLD: http://compraonline.mediaworld.it/webapp/wcs/stores/servl...

WUZ: http://www.wuz.it/catalogo/libri/cerca.aspx?Type=ExactPub...

CASALINILIBRI: http://www.casalini.it/


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13/11/2011

14ª Edizione Premio Eccellenze di Calabria “Omaggio al Musicista ALFONSO RENDANO”

14ª Edizione Premio Eccellenze di Calabria “Omaggio al Musicista ALFONSO RENDANO”: Meeting Artistico-Culturale – Città di Cosenza 2011

Cliodea, Convivio, Cosenza, Holiday Inn,

 

 

Il Centro Studi Convivio – corso Luigi Fera, 108 CS – con il Patrocinio istituzionale degli Assessorati alla Cultura della Regione Calabria, della Provincia di Cosenza, della città di Cosenza e del Comune di Carolei (CS), presentano per il Turismo e la Promozione Socio-Culturale

la 14ª Ed. del Premio Eccellenze Terra di Calabria 2011: “Omaggio alla figura del grande ed acclamato musicista Alfonso Rendano” (Carolei (CS), 5 Aprile 1853 – Roma, 10 Settembre 1931), pianista e compositore italiano. Il Meeting culturale è in programma per il giorno 4 Dicembre 2011, a partire dalle h. 17.00pm, presso la Sala Congressi dell'Hotel

HOLIDAY INN http://www.hicosenza.it/

 

 

All'Interno della grande KERMESSE culturale sarà presentata la pregevole Opera Editoriale di culto, dal Titolo: “La Primavera Rivelata, chiave di lettura alla decodificazione dei messaggi ermetici e del simbolismo esoterico della Rinascenza (CLIODEA copyright - Cosenza 2011), dell'Autrice prof.ssa Mariarosaria Salerno, docente, scrittrice, saggista e poetessa, vicepresidente dell'Associazione Culturale “CREDENDO VIDES INTERNATIONAL” Onlus di Casa Editrice CLIODEA di prossima istituzione.

Relazionano:

- la prof.ssa Donatella Bisignano, docente, filosofa, resp. dell'Uff. Stampa e Comunicazione (Press & Comunication CLIODEA);

- la dott.ssa Alessandra Primicerio, esperta d'Arte;

- il prof. Pasquale Nicoletti, docente, studioso di materie letterarie, storiche e filosofiche, direttore della Collana di Studi Etnostoriografici e Geopolitica di casa CLIODEA, direttore artistico della CVI Onlus;

- l'avv. Michele Arnoni, avvocato, presidente del Circolo Culturale RE ALARICO di COSENZA, fondatore e promotore del Movimento civico-politico-culturale dell'ATENE della CALABRIA.

Saranno presenti l'Autrice e l'Editore.

 

A coordinare i Lavori del Convegno di Studi la giornalista ing. Giulia Fresca, che introdurrà la relazione della prof.ssa Mariangela Merolla, sul Bello artistico dal Sensismo di Telesio al Sensivismo del M° Aldo del Bianco, Caposcuola del Movimento omonimo, che terrà la Sua Personale dal 5 al 10 dicembre 2011 in Calabria. Previsto anche l'intervento del dott. William Gatto, presidente del Parco Letterario “Tommaso Campanella” con la sua relazione dal Titolo “La Cosenza post-unitaria ai tempi di Alfonso Rendano”. Presiede al Dibattito, il prof. Alessandro Guarascio, direttore artistico del Centro Studi Convivio.

 

Per la premiazione della 14ª Ed. Eccellenze di Calabria sono previsti numerosi interventi multimediali, e riconoscimenti a personaggi illustri del mondo socio-artistico-culturale ed accademico, rappresentanti il panorama nazionale ed internazionale della Cultura Calabrese nel Mondo.

 

Tra i numerosi esponenti ed operatori del Mondo letterario-artistico-scientifico ed economico ricordiamo:

 

Per il Comitato Scientifico

 

- M° Daniela Roma, Ass. Culturale Alfonso Rendano;

- M° Leonardo Saraceni, Direttore della Scuola ACCADEMIA DELLA MUSICA F. CILEA DI COSENZA;

- dott. Pasquale Arnone, manager e produttore cinematografico;

 

Esperti del Mondo della Comunicazione:

- prof.ssa Maddalena Arnoni;

- dott. Franco Abruzzo, giornalista SOLE 24 ORE;

- dott.ssa Gerardina Laudato;

- lo studioso, William Toscano, esperto di studi telesiani e gioachimita;

- La prof.ssa Maria Cristina Parise Martirano, presidente della DANTE ALIGHIERI di Cosenza;

- dott. Pino Greco, giornalista RAI;

- dott. Vincenzo d'Atri, giornalista Emerito RAI;

- dott.ssa Anna Maria Terremoto, Capo Redattore RAI.

 

Esperti della Sanità:

- dott. Stefano Rizzo, Primario Clinica universitaria di Cisanello di Pisa;

- dott. Carlo Zanolini, Specialista in Radiografia ed Ecografia.

 

Esperti nell'Industria e Commercio:

- Cav. Roberto Aiello;

- Cav. Francesco de Caro;

- Cav. Silvano Poli;

- Cav. Angelo Ziccarelli.

 

Comitato per il Bello Artistico

 

Esponenti del Mondo Artistico-Culturale:

Francesco Bitonti, Maria Teresa Aiello, Maria Credidio, Patrizia Lo Feudo, Mimmo Legato, Ivana Ferraro; Luigia Granata, Rosellina Prete, Raffaele Crovara, Roberto Russo, Orazio Romagnano, Pino Gallo ed Enrico Meo.

 

Saluti istituzionali a cura della dott.ssa Silvana Gallucci Zanolini.

 

Nel corso della Manifestazione culturale, sarà proiettato il filmato DVD di Gennaro Calabrese, con la presenza delle Troupe dei Canali RAI e dell'emittente SKY.

Performance musicali e canore della cantante Rossella Falbo, della soprano Marianna Monterosso e del M° Arturo Intuire, pianista; interventi della dott.ssa Anna Liporace, della dott.ssa Teresa Sardone e della dott.ssa Giulia Pancaro.

 

 

Come raggiungere la Sala Congressi HOLIDAY INN:

 

- Autostrada A3 Sa-RC, uscita Cosenza, alla rotonda prendere la 3° uscita quindi proseguire per 800 metri fino all'incrocio principale, girare a destra e l'hotel si trova 150 metri davanti a voi.

- Stazione di Cosenza, prendendo un taxi la corsa dura circa 10 minuti, l'autobus linea 16-17 hanno la fermata nei pressi dell'Holiday Inn.

- Aeroporto di Lamezia Terme, distanza 73 km

http://www.hicosenza.it/it/come-raggiungerci.html  Guarda la Mappa...

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Uff. Stampa e Comunicazione CLIODEA

by Press & Comunication CLIODEA

www.editricecliodea.com

 

09/11/2011

Rassegna Itinerante di Artisti Contemporanei: "La Calabria e i suoi Territori" Museo del Presente di Rende

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In programma la Mostra/Rassegna Itinerante di Artisti Contemporanei dal TITOLO "La Calabria e i suoi Territori" Visioni Contemporane. L'inaugurazione della Esposizione Artistica è prevista per giorno 17 Novembre 2011 a partire dalle h. 18:00pm. presso la Sala Convegni del POLO MUSEALE del MUSEO DEL PRESENTE, in p.zza J.F. Kennedy di Roges di RENDE (CS) ITALY tel:.+39 0984 462493. La Mostra/Collettiva resterà aperta dal 17 al 26 Novembre dal martedì al sabato h.10:00/13:00am. - h.16:00/20:00pm. Espone, tra gli altri ARTISTI di fama Nazionale ed Internazionale, anche, il PITTORE FIGURATIVO M° Roberto Russo.

by Press & Comunication CLIODEA.

31/10/2011

Intervista/Dibattito al Nuovo Libro di Mariarosaria Salerno "La Primavera Rivelata"

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Uff. Stampa e Comunicazione CLIODEA: Strillo/News: OGGI, 31 ottobre h. 15:00pm 2011, presso gli Studi Televisivi di TELITALIA DIGITAL, canale digitale terrestre, a Cosenza, si registrerà l'INTERVISTA/Commento al NUOVO LIBRO della prof.ssa Mariarosaria Salerno, dal titolo "La Primavera Rivelata". TEMA dell'INTERVISTA/DIBATTITO sarà l'ESTETICA del BELLO, nelle sue molteplici epressioni artistico-culturali. Tra gli INVITATI al PROGRAMMA TELEVISIVO, chiamati ad interloquire sul tema filologico e filosofico, ricordiamo anche la prof.ssa Donatella Bisignano, la dott.ssa Alessandra Primicerio, il prof. Alessandro Guarascio, e l'avv. Michele Arnoni. Ospiti dell'EVENTO, inoltre, ESPONENTI del MONDO artistico, culturale e accademico, nonché i rappresentanti delle Associazioni e degli Enti benefici, locali e nazionali.

Guarda il VIDEO della Trasmissione Televisiva...http://www.youtube.com/watch?v=VTkejpmpGHA&feature=co...

09:28 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

19/10/2011

4a Fiera del Libro Calabrese: Mostra/Mercato 2011

http://www.fieradellibrocalabrese.org/ :::: In allestimento dal 28 ottobre al 1 novembre 2011 della 4a Ed. della Fiera del Libro Calabrese di Lametia Terme :::: Nella Mostra-Mercato sarà presente anche lo Stand della Casa Editrice Cliodea, con le sue ultime produzioni editoriali.

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Espositori della Quarta Fiera del Libro Calabrese:

Editrice Cliodea – Cosenza

Città del Sole Edizioni – Reggio Calabria

DD’Ettoris Editori – Crotone

Ferrari Editore – Castrovillari (Cs)

Nuove Edizioni Barbaro – Delianuova (Rc)

Calabria Sconosciuta (rivista) – Reggio Calabria

Casa Editrice Pubblisfera – S. Giovanni in Fiore (Cs)

Casa Editrice Meligrana – - Tropea (Vv)

Rubbettino Editore – - Soveria Mannelli (Cz)

Libri di Calabria Edizioni – Soveria Mannelli (Cz)

Centro Studi Vittorio Butera Edizioni

Casa Editrice “il Coscile” – Castrovillari (Cs)

Casa Editrice InCalabria – Lamezia Terme (Cz)

Coccole e Caccole Edizioni – - Belvedere M. (Cs)

La Rua Edizioni

Satem Edizioni Mediterranee – Mendicino (Cs)

Luigi Pellegrini Editore – Cosenza

Falco Editore – Cosenza

F.P.E. Franco Pancallo Editore – - Locri (Rc)

Mediterraneon Media – Rende (Cs)

Progetto 2000 Edizioni – Cosenza

La Rondine Edizioni – Catanzaro

La Dea Edizioni – Camigliatello Silano (Cs)

Gigliotti Editori – Lamezia Terme (Cz)

La Certosa Edizione – Serra San Bruno (Vv)

Ursini Editore – Catanzaro

Publiepa – Paola (Cs)

 

Progetti Fiera del Libro 2011

 

1) L’obiettivo generale è creare la prima condizione necessaria per sconfiggere la mafia:la promozione culturale intesa come cultura diffusa tanto da divenire patrimonio popolare, perché solo così è possibile dare vita ad una società più giusta, più libera e, perciò, più a misura di uomo.
L’obiettivo è scaturito da un’attenta riflessione comune tra l’Associazione Sinergie Culturali e la Fondazione Antiusura “Mons. V. Moietta” che opera a Lamezia Terme dal 1998 e con la quale si è consolidato un ottimo rapporto di collaborazione. La patologia mafiosa va combattuta in “modo globale”. Il motto scelto è: “Insieme è possibile battere la mafia”.
L’Iniziativa/Evento per realizzare tutto questo è “la Fiera del Libro Calabrese (o edito in Calabria) la cui quarta edizione 2011, con i progetti annessi, è tutta mirata a promuovere, attraverso le tematiche scelte, la consapevolezza del modo globale di combattere la mafia.

Le sei tematiche sono:

  1. “Non solo mafia. Cambiare è possibile: l’altra Calabria”
    Portare a conoscenza realtà positive: testimonianze, mostra fotografica, libri (vedi anche – pagine seguenti – progetto per le scuole).
  2. “Demitizzazione della Mafia (‘ndrangheta)”
    Mostrare il suo volto disumano di violenza e di morte, facendo venire meno il “terreno di coltura”, portando a conoscenza la devastazione culturale, famigliare, sociale e soffocamento economico a cui la mafia porta. Guida tra i testi esposti in Fiera e confronto con esperti.
  3. Repressione dei fenomeni mafiosi ed educazione alla legalità
    Necessità di educare alla legalità a partire già dai bambini e dai piccoli gesti quotidiani e presa di coscienza del lavoro della Magistratura e delle Forze dell’Ordine. Proposte formative.
  4. Contro il “particulare” mafioso:Il bene comune: solidarietà e sussidiarietà
    Inculcare modi di essere, di pensare e di agire, personale e sociale per costruire una società libera dalla paura della mafia e più a misura d’uomo.
  5. Combattere le “piccole” arroganze mafiose per la gioia di crescere
    I bambini hanno diritto di crescere in una società più umana, più rispettosa più accogliente e con “spazi” non solo fisici, dove è possibile fare esperienze autenticamente umane.
  6. Per non consentire alla mafia di ucciderla, organizzare la speranza
    Per una società più giusta in cui i giovani possano guardare con fiducia al proprio futuro: istanze e prospettive.

Le sei tematiche saranno il filo rosso di tutti i momenti dell’Iniziativa/Evento e vedranno l’intervento esperti di chiara fama a livello nazionale per la loro competenza antimafia:

  • Prof. Maurizio Fiasco, Consulente della Consulta Nazionale Antiusura e Docente presso la Polizia di Stato;
  • Dr. Antonio Adinolfi, Dirigente Uff. III – Direzione V – Prevenzione Reati Finanziari;
  • P. Massimo Rastrelli, Presidente Consulta Nazionale Antiusura;
  • D. Attilio Foscaldi, Coordinatore Regionale delle Fondazioni Antiusura Calabresi;
  • Dr. Aldo Sirianni, Presidente Fondazione Antiusura di Lamezia Terme;
  • Rappresentante dell’Associazione “Libera” (Don Ciotti).

Vi saranno, inoltre, il Prefetto di Catanzaro, il Procuratore della Repubblica e il Presidente del Tribunale di Lamezia Terme e un alto Dirigente Scolastico.

Coordineranno i lavori: Giornalisti professionisti delle testate calabresi.


2) La realizzazione dell’iniziativa/evento antimafia e per una cultura alternativa si articola in in tre progetti interconnessi per un’azione più duratura e più incisiva:

A) “Progetto-Madre”: La Fiera del Libro Calabrese (o edito in Calabria), la cui Quarta Edizione, che si svolgerà dal 28 ottobre all’1 novembre 2011 a Lamezia Terme nei Locali del Centro Pastorale di Via Leonardo da Vinci n. 2,è interamente centrata sulla patologia mafiosa, sulla sua comprensione e sulle modalità di contrastarla con metodi e strategie efficaci.

I tre progetti si articolano come segue:

  1. Vengono invitate a partecipare le Case Editrici che hanno la ragione sociale in Calabria e già con la loro“presenza virtuosa”, prima ancora che con le loro pubblicazioni, combattono la mafia, contribuendo a dare volto alla Calabria onesta.
  2. I libri esposti in Fiera dalle Case Editrici dovranno essere stati editi/riediti nell’ultimo quinquennio (dal 2006 alla data della Fiera) e dovranno essere riconducibili alle 6 tematiche di cui alla pagina uno della presente scheda (1. Contenuti dell’iniziativa/evento con riferimento agli aspetti artistici e/o tecnici). I limiti temporali non si applicano ai libri di particolare e noto valore storico/artistico/culturale, che sono di per sé baluardo contro il degrado culturale mafioso.
  3. L’iniziativa/Evento Fiera sarà accompagnato dagli esperti sopra citati, anche con tavole rotonde e interviste/dialoghi. Vi saranno eventi audiovisivi di sensibilizzazione ed un possibile concerto di musica antimafia e per una cultura alternativa ( Kalafro Sound Power).

B) Progetto “Invito alla Lettura in Fiera”. In collaborazione con le Case Editrici che espongono in Fiera, a tutti coloro che acquistano libri in Fiera viene praticato lo sconto del 20%. Lo scopo è di incrementare la compera di libri per promuovere la lettura, perché la cultura è il primo antidoto antimafia, essendo noi consapevoli che “il libro libera”.

C) Progetto “Invito alla Lettura nella Scuola: un Editore, un Autore, un Libro per una Scuola”. La migliore cura antimafia è la prevenzione. L’azione formativa, anche in questa sfera, va intrapresa fin dalle prime esperienze scolastiche e deve proseguire per tutto l’iter scolastico, quando i giovani cominciano a temere per il loro futuro che vedono minacciato dai devastanti condizionamenti mafiosi.

Il Progetto “Invito alla Lettura nella Scuola” 2011 che ha già il Patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria per “la sua grande valenza culturale e formativa” è articolato in tre Sezioni: 1) Scuola Elementare; 2) Scuola Media; 3) Scuola Secondaria (Licei e Istituti vari).

Il libro scelto (vedi regolamento sul nostro sito www.fieradellibrocalabrese.org ), deve essere attinente a una dei sei tematiche del Progetto e di cui alla pagina 1 di questa scheda.

Il libro, scelto all’inizio del’anno scolastico, va studiato criticamente e rielaborato creativamente da un Gruppo-Classe, di modo che gli allievi, a partire dal libro, possano prendere coscienza del devastante stravolgimento culturale, sociale ed economico che il cancro della mafia provoca e creare una mentalità alternativa in cui la mafia non possa attecchire.

C) “Festa Invito alla Lettura”. Si terrà nel mese di maggio 2012: tutti gli elaborati (riflessioni scritte, raffigurazioni, audio, video, secondo i “linguaggi” più consoni a ciascuno: vedi regolamento nel sito sopra indicato) dovranno pervenire, entro il 15 aprile 2012, all’Associazione Sinergie Culturali, che provvederà a consegnarli alle apposite tre giurie di esperti – una per ogni sezione –, le quali nella valutazione terranno conto della capacità creativa ed espressiva e della pertinenza dei contenuti in vista della formazione della “mentalità alternativa in cui la mafia non possa attecchire”. I migliori elaborati saranno premiati nella festa del mese di maggio 2012.

(Estratto da http://www.fieradellibrocalabrese.org/progetti-fiera-del-...)

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13/10/2011

Accademia di Musica "Francesco Cilea": Apertura Stagione Concertistica 2011/12

Rende, 16 Ottobre 2011, H. 19.30p.m presso la Sala Congressi HOTEL MERCURE: Apertura Stagione Lirica e Concertistica 2011/12 Accademia di MUSICA "Francesco Cilea" (Cs) ITALY. by UFF. Stampa e Comunicazione CLIODEA.

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21/09/2011

FEDERICO II DI SVEVIA E LA CITTA' DI COSENZA

 

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Comunicato Stampa

 

La Casa Editrice CLIODEA, la Redazione e l'UFF. Stampa e Comunicazione sono lieti di segnalare lo svolgimento dell Convegno di Sudi sulla figura storica di FEDERICO II di SVEVIA nella città di Cosenza, che si terrà venerdì 30 settembre 2011, H. 16.30  presso la Biblioteca Nazionale di Cosenza - Sala Giacomoantonio. L'Evento Culturale è organizzato e promosso dal Circolo Culturale RE ALARICO di Cosenza e dal suo PRESIDENTE AVV. Michele ARNONI.

 

 

 

CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI COSENZA

E LA COLLABORAZIONE MIBAC-Biblioteca Nazionale:

OMAGGIO A FEDERICO II DI SVEVIA
"FEDERICO II DI SVEVIA E LA CITTA' DI COSENZA"

Incontro aperto dedicato alla figura dell'imperatore di Svevia, re di Sicilia, duca di Puglia, principe di Capua, re di Gerusalemme, imperatore dei Romani, re d'Italia e re di Germania.


Lo STUPOR MUNDI e i suoi rapporti con la città di Cosenza: tracce, testimonianze ed eventi a lui legati.

- Dibattito sulla figura di Federico e la sua epoca, con riferimento ai profili dell'arte, dell'urbanistica, della cultura, della politica, della musica e della scienza.

INTERVENGONO:

Pietro DALENA - docente Unical di storia medievale

Coriolano MARTIRANO - storico e scrittore

Fulvio TERZI - architetto, docente Unical

Ines FERRANTE - storica, archeologa, rappresentante dell'Ass. Culturale Sifeum di Castrovillari

MODERA

Michele Arnoni - presidente circolo Re Alarico

SALUTI

Mario Occhiuto - sindaco di Cosenza

IL CIRCOLO CULTURALE RE ALARICO CON L'OCCASIONE PROMUOVE LA VALORIZZAZIONE DELLA STORIA DELLA CITTA' CON RIFERIMENTO ALLA FIGURA DI FEDERICO, CHIEDENDO ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI INITOLARVI UNA PIAZZA E UN MONUMENTO. 
E' PREVISTA, INOLTRE, LA PROMOZIONE DI UN CONCORSO PER LA REALIZZAZIONE DI UNA SCULTURA DA DONARE ALLA CITTA' DI COSENZA E DA SISTEMARE IN UN LUOGO ADATTO PER CELEBRARE IL PERSONAGGIO.

08/07/2011

Comunicato Stampa: Meeting Centro Studi Convivio di Cosenza

Comunicato Stampa

 

Il Centro Studi Convivio di Cosenza, con il patrocinio dell'Ass. alla Cultura della Regione Calabria e dell'Ass. alla Cultura della provincia di Cosenza, in collaborazione con l'Uff. Stampa e Comunicazione della C.sa Editrice Cliodea di Atanasio Bisignano Editore, presenta Saverio Salfi, l'intelletto e l'umanità nel sociale, la fede e il libero pensiero.

Sabato 23 Luglio 2011 – inizio Ore 9.00 a.m, presso la Sala Congressi dell'Hotel Tasso di Camigliatello Silano in provincia di Cosenza (Italy).

 

 

Il Meeting culturale, verterà sullo sviluppo del turismo culturale, la cooperazione scientifica, lo sviluppo sostenibile, l'economia bancaria e il microcredito, e la nuova ricerca tecnologica in campo biologico e medico, quale garanzia di salubrità degli alimenti per la salute dei cittadini.

 

Durante il programma dei Lavori congressuali, che prevede oltre ai saluti istituzionali introdotti dalla dott.ssa Antonella Merli, giornalista e moderatrice della Kermesse, anche gli interventi del presidente del Centro Studi Convivio di Cosenza dott. Giovanni Benincasa, le relazioni dell'avv. Ernesto d'Ippolito sulla figura di Francesco Salfi intellettuale, dell'avv. Giorgio Santoro e della dott.ssa Gerardina Laudato; seguono gli interventi dell'avv. Serena Arcuri, sulla cooperazione scientifica e del dott. Eugenio Forlano che tratterà sull'economia bancaria.

 

Nel corso del dibattimento intorno alle ore 11.00 a.m., sarà presentato il primo libro edito dalla casa editrice Cliodea, nella collana di storia dell'arte e architettura dal titolo la “Primavera Rivelata”, chiave di lettura alla decodificazione dei messaggi ermetici e del Simbolismo esoterico della Rinascenza dell'Autrice Mariarosaria Salerno, saggista, poetessa, docente e storica dell'Arte; relazionano sull'Opera l'avv. Michele Arnoni, presidente del Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza e fondatore del Movimento civico-politico l'Atene della Calabria; la dott.ssa Alessandra Primicerio, esperta d'arte; il prof. Pasquale Nicoletti, docente materie letterarie, storiche e filosofiche, direttore della Collana di Studi Etnostoriografici e Geopolitica della casa Ed. Cliodea; concluderà la dott.ssa Rosa Femia, medico-chirurgo, idrologa, che relazionerà sulla nuova biologia umana della salute.

 

Ore 13.00 a.m Pausa pranzo.

 

Alle ore 16.00 circa, riprenderanno i lavori del Meeting culturale, con la presentazione al pubblico della seconda Opera edita dalla Casa Ed. Cliodea dal titolo “Economia e Turismo culturale nell'era della globalizzazione” e riflessioni sulla nuova biologia della salute a cura dell'Autore Alessandro Guarascio; relatori saranno: il prof. Coriolano Martirano, storico e segretario perpetuo dell'Accademia Cosentina; la prof.ssa Silvana Gallucci Zanolini; la dott.ssa Elvira Graziani, direttrice della Biblioteca Nazionale di Cosenza; l'avv. Michele Arnoni, l'avv. Assunta Barbara Filice e il dott. William Gatto, presidente del Parco Tommaso Campanella.

 

Ore 17.10 circa, intervento della prof.ssa Anna Liporace, autrice del Libro “Facile manuale di scrittura creativa” edito dalla Falco Editore di Cosenza.

 

Ore 18.00, inizio della Premiazione ufficiale per la consegna del “Premio Eccellenze di Calabria XIII° Edizione”. Saranno premiati: Per l'Editoria e la Comunicazione, la prof.ssa Donatella Bisignano, docente nei Licei, pubblicista, e responsabile dell'uff. Stampa “Press & Comunication Cliodea” ; per la Cultura, il dott. Emilio Tarditi; per l'impegno sociale ed educativo la dott.ssa Anna Liporace; per l'Industria, il dott. Roberto Aiello; per la Sanità, il dott. Carlo Zanolini; per la Competenza Scientifica Internazionale, il dott. Stano Rizzo, primario Clinica Universitaria di Cisanello di Pisa; per il Commercio il sig. Ettore Bruni, storico del commercio a Cosenza.

 

All'interno della kermesse culturale, si alterneranno momenti musicali, artistici e creativi ad opera del M° Leonardo Saraceni, direttore della Scuola Speciale di Musica F. Cilea di Cosenza e della soprano Francesca Rao; ospite d'onore sarà il M° Luciano Manzotti, Pittore di fama internazionale. Saranno presenti nel corso del Meeting, Comitati artistici, scientifici ed economico-sociali, i cui esponenti del mondo letterario ed artistico, faranno parte della Giuria di attribuzione del “Premio Eccellenze di Calabria XIII° Ed.”

 

L'Ingresso è gratuito.

 

 

Uff. Stampa e Comunicazione by CLIODEA

 

07/05/2011

Comunicato Stampa: La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno.

 

Comunicato Stampa

 

Presentazione Editoriale Multimediale del Nuovo Saggio edito dalla C.sa Editrice Cliodea dal Titolo “La Primavera Rivelata” Chiave di Lettura alla decodificazione dei Messaggi Ermetici e del Simbolismo Esoterico della Rinascenza, di Mariarosaria Salerno, in data 28/05/2011 alle H. 16.30pm presso la Sala Convegni Tokyo del Polo Museale del “Museo del Presente”, p.zza Kennedy di Roges di Rende (CS), Italy.

 

La Casa Editrice Cliodea, in collaborazione con la ClioArt Visual Production by Digital Artist Gabriel Gionel, con i patrocini della Provincia di Cosenza e dell'Amministrazione Comunale di Rende, presenta la Kermesse Culturale sulla Presentazione Editoriale del Libro “La Primavera Rivelata” di Mariarosaria Salerno, edito nella Collana di Storia dell'Arte e Architettura.

 

Indagine Filologica, Artistica e Filosofica sulla celeberrima Opera pittorica della Primavera del grande Maestro rinascimentale Sandro Botticelli, e sulla Storia dell'Estetica a partire dal Rinascimento italiano/europeo sino a giungere all'epoca contemporanea, con riferimenti tematici al pensiero filosofico antico, medioevale e moderno.

 

Il tema centrale del Saggio è la lettura approfondita e l'analisi figurale dei personaggi rappresentati, nella costruzione mitico-storica e allegorica formale del celebre dipinto botticelliano; quindi il simbolismo ermetico, le personificazioni, le metafore e i caratteri distintivi e semiologici utilizzati, propriamente dalla cultura esoterico-soteriologica della “Rinascenza”. Le interpretazioni più accreditate e le nuove ipotesi di studio innovative e multidisciplinari di valutazione, alla luce degli ultimi indizi della ricerca accademica più rigorosa.

 

Il codice “Primavera”, viene decodificato e tradotto nel linguaggio artistico e filologico, attraverso lo studio puntuale e scientifico, con l'apporto dei testi classici, storici e filosofici dei massimi esponenti del Pensiero speculativo antico e moderno; il tutto rielaborato, saggiamente, in chiave personale dall'Autrice.

 

Pertanto, il libro di Mariarosaria Salerno è un funzionale ed agile Manuale di Storia dell'Arte; e insieme anche un Saggio innovativo sull'Estetica, di alto valore divulgativo, per le implicazioni a contenuto didattico e quindi scolastico.

Inoltre, il Testo appare didascalico, per le efficaci e dotte speculazioni filosofiche dell'Autrice, che diventano a pieno titolo elemento prezioso di sintesi e di “conoscenza svelata” del paradigma artistico-letterario, nella vasta e poliedrica “Cultura Accademica Rinascimentale Italiana”.

 

Un'Opera, dunque, questa, che è un'Alchimia, sapiente e misurata di nozioni, note critiche, illustrazioni e tavole a colori, utile a tutti i fruitori dell'Arte rinascimentale, agli allievi degli Istituti secondari d'ogni ordine e grado, agli studiosi delle Università in Italia e all'Estero, alle Accademie e ai Musei; e a tutti quei lettori curiosi, che per la prima volta si avvicinano allo studio e alla riscoperta del mondo meraviglioso, lirico e metafisico che rappresentò l' Arte italiana dei “Maestri” rinascimentali.

 

Relatori


prof. Fulvio Terzi - Architetto e Docente UNICAL

dott.ssa Alessandra Primicerio - Esperta d'Arte

 

prof. Pasquale Nicoletti - Docente Materie Letterarie, Storiche e Filosofiche

Interventi

avv. Michele Arnoni - Avvocato, Presidente del Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza, Fondatore del Movimento civico-politico l'Atene della Calabria

prof. Gennaro Nicoletti - Assessore alla Cultura del Comune di Santa Sofia d'Epiro

Modera

prof.ssa Donatella Bisignano - Docente e Resp. dell'Ufficio Stampa e Comunicazione di Casa Editrice Cliodea.

Saranno presenti l'Editore e l'Autrice

Intermezzo Artistico-Musicale
a cura della Scuola Superiore di Musica "F. Cilea"
(Cosenza, via Roma, 80/C)
Performance di:
Francesca Rao - Soprano
Miriam Marano - Pianoforte


All'interno della Manifestazione Culturale, verranno declamate alcune Liriche, dedicate al "Mito della Primavera" del poeta, scrittore e filosofo prof. Ottavio A. Bisignano, tratte dalla Silloge poetica "Se Tace la Musa svanisce l'Incanto" edita dalla Casa Editrice Cliodea.

Seguirà per tutti gli Invitati un breve Happy Hour

 

 

Caratteristiche del Libro

- Formato 15x21, brossura, pag. 360 colore avorio, completamente illustrato con foto B/N e Tavole a colori. Copertina plastificata lucida a colori, con alette.

- Studio Critico Introduttivo a cura della prof.ssa Donatella Bisignano, filosofa e docente nei Licei, resp. dell'Uff. Stampa e Comunicazione di Casa Editrice Cliodea.

- Note Esplicative, Bibliografia Essenziale, Indice delle Figure.

Il Libro sarà disponibile per la vendita a partire dalla fine del mese di Maggio 2011, al prezzo di copertina di 24,00 Euro.

- Il Libro sarà fruibile, anche in formato digitale e-book, su file Pdf. eseguibile, al costo promozionale di 12,00 Euro a copia.

Per info e prenotazioni editoriali:. www.editricecliodea.com su Contatti!
Per ordini on line:. atanasiobisignano@yahoo.it
Per ordini telefonici e fax:. +39 0984 482565 con segr. Telefonica.

Uff. Stampa e Comunicazione

Resp. prof.ssa Donatella Bisignano

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03/05/2011

La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno

Scheda Editoriale: "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno ISBN 9788890339554 by Editrice Cliodea 2011




Quarta di Copertina: Collana di Storia dell'Arte e Architettura "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno - Disponibile a partire dal 28/05/2011 - by Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea!
www.editricecliodea.com

Note Biografiche


Mariarosaria Salerno, nasce a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna, attualmente, Disegno e Storia dell'Arte negli Istituti Superiori.
Laureata in Architettura presso l'Università degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali, conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l'Istituto Superiore Europeo di Studi Politici, di Reggio Calabria.
Pluriabilitata all'insegnamento ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari: Premio Nazionale “Mater”, Carrara, 1990; Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (Cn), 1990; Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara, 1990; Premio “Natale”, Carrara, 1990; Premio Internazionale permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal., 1990/1991; Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (Na), 1991; Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991; Premio Internaz. “Nuovi Orizzonti”, Sorrento, 1991; Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991; Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina, 1991; Premio Lett. Internaz. “Valori della Vita”, Napoli, 1991; Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (Cs), 1991; V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (Pi), 1991; XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992; XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento, 1992; Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini, 1992; XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni, 1992; XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi, 1993; I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Lett. Internaz. ”Premio Umbria”, 1993; Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIIIª Ed., Napoli, 1998; I° Premio Lett. Naz. “Giuseppe Federici, Rimini, 1999; Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000; Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000; Granpremio Internaz. “Interart”, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000; Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001; Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto ( Ch), 2009; I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale (Cs), 2009. VIIª Rassegna d'Arte e Letteratura “Omaggio a Cortona, Storica città d'Arte, Cortona, 2010; Rassegna d'Arte e Lett. “La Vela e il Mare, Lido di Camaiore, 2010; IVª Biennale d'Arte e Lett. “Omaggio alla Città di Roma, Roma 2010; Premio nazionale “Histonium”, XXVª Ed., Vasto (Ch), 2010.
L'Autrice è presente in numerose antologie poetiche e riviste, con poesie, racconti e saggi; per di più ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo, 1990-1991; ed ancora con diversi articoli a carattere storico-artistico e poesie che sono presenti nel periodico “L'Altra Reggio”, 1990-1991. Successivamente ha curato per l'Istituto d’Arte di Locri (Rc) “L’Annuario 1998”; ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - Storia, Arte, Folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza, 1999; ed ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico, artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004. La Scrittrice è presente, anche, con una sua analisi inserita nel ”I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (Cs), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; infine ha pubblicato una prima Silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; e di recente ha pubblicato per i tipi di Editrice Cliodea la Silloge “Le Parole del Cuore” Cosenza 2010; ed è diventata Redattrice per la Calabria di Cronache Italiane, testata dell'Ansa.
Oltre a ciò, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (Rc), ha curato i costumi e le scene della “Medea”, 1995; per l'IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l'Istituto Statale d'Arte di Locri (Rc), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul “gioiello magnogreco”, la cui collezione è stata poi realizzata dall'orafo Gerardo Sacco; ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “Changing”, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi di Cosenza, 2010; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d'arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze; è entrata a far parte del Comitato tecnico-scientifico della Casa Editrice Cliodea, in qualità di direttrice e curatrice, della Collana editoriale di “Storia dell'Arte e Architettura”, nonché Vice Presidente dell'Associazione Culturale “Credendo Vides International Onlus”, di prossima istituzione.



Premessa dell'Autrice



L'Arte ha da sempre celato misteri interpretativi connessi al momento storico in cui si è realizzata, alle civiltà presso la quale si è evoluta, alle funzioni che l'opera d'arte doveva assolvere. Così da un'arte primitiva, simbolica, con funzione magica o propiziatoria, si è passati ad espressioni artistiche più razionali, che utilizzavano regole e leggi, applicavano canoni, ricercavano nuove tecniche.
Attraverso i secoli, l'Arte si è posta numerose domande ed ha cercato di risolvere problematiche tecniche, funzionali ed estetiche di notevole interesse scientifico, coinvolgendo ambiti sempre più vasti e specialistici. Tuttavia, storicamente, non sempre, gli artisti hanno goduto di grande fama ed attenzioni, che fossero considerate degne di vera lode e gratitudine, per i successi artistici, conseguiti dai medesimi. Eppure, gli artisti, soprattutto nel Rinascimento, non sono stati solo dei semplici “esecutori di opere” o “degli artigiani”, come erano ritenuti nel Medioevo, difatti, l'artista rinascimentale era stimato come “uomo colto ed erudito”, “un profondo osservatore della natura”, “un ricercatore attento e minuzioso”, conoscitore di ambiti disciplinari molto diversi tra loro, eppure non sempre questi aspetti, sono stati tramandati con esattezza sullo sfondo dei fatti più salienti della storia.
Solo in alcuni casi, come è accaduto, ad esempio, per Leonardo da Vinci, per Piero della Francesca, per Leon Battista Alberti, è stato possibile rilevare l'importanza dello studio effettuato da quegli illustri personaggi di quel secolo, essendo che i loro scritti, appunti e trattati sono pervenuti integri fino ai nostri giorni. Di Leonardo, inoltre, ci sono giunti svariati scritti (appunti, schizzi, lettere, ecc.) ai quali si è potuto concretamente attingere, per avere informazioni sugli studi di ingegneria militare, di architettura industriale, di meteorologia, di fisica, di anatomia, di tecnologia, ecc. Anche i trattati di Leon Battista Alberti, sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura hanno prodotto una svariata quantità di informazioni. Così pure, per quel che concerne la produzione artistica e letteraria di Piero della Francesca. Tra gli artisti-letterati, di gran fama, il Vasari si è rivelato una delle fonti più accreditate ed attendibili.
Questo lavoro, pertanto, non vuole solo fare emergere l'importanza dell'arte in un particolare periodo storico, artistico, e sociale come quello rinascimentale; ma vuole nel contempo far conoscere ai lettori la grandezza di una singolare personalità artistica, in questo caso, il Botticelli, ed evidenziare le numerose difficoltà riscontrate dai critici o studiosi, anche, dell'arte moderna ad interpretare adeguatamente e correttamente tutta la sua produzione artistica, attraverso l'analisi di un'opera meravigliosa, celeberrima, come è appunto, “La Primavera”.
La Primavera, che Botticelli ha caricato di significati, velandone il vero senso del racconto alle moltitudini, per mezzo di simbolismi tra i più misteriosi ed indecifrabili, pure ad una lettura più attenta, risulta che il Maestro in questione non utilizzò un solo “codice”, ma diversi codici interpretativi. La scelta da parte mia di questo titolo: “La Primavera Rivelata” nasce, proprio perché, il termine “rivelare” cela significati sottili e contingenti, infatti il verbo “velare”, vuol dire celare, nascondere, coprire con un velo; mentre la parola “rivelare” vuol dire rendere manifeste le cose sconosciute, segrete e misteriose. La Primavera, che volutamente è stata velata nella sua essenza con l'uso di simbolismi criptici ed esoterici, ora più che mai rivela la sua vera identità.
Il presente studio si sviluppa attraverso cinque Capitoli, ognuno dei quali cercherà di chiarire quegli aspetti specifici congiunti all'opera; ed inoltre servirà per una completa ed articolata comprensione della medesima. Il primo Capitolo, di introduzione, focalizza l'attenzione sull'autore e sul ruolo degli artisti nel Rinascimento. Il secondo Capitolo, trattando il significato figurale e retorico dell'opera d'arte, si trasforma in substrato per la comprensione del Terzo, che entra, al contrario, nel vivo dell'indagine, attraverso una “lettura” metodologica dell'opera, trattando varie ipotesi e vagliando fonti, motivazioni, elementi reali e non, per cercare di giungere ad ipotesi attendibili. Vengono, inoltre, confrontate tesi, opinioni, ricerche, studi, critiche; tutte notizie interessanti, tutti apportatrici di piccoli tasselli nella realizzazione di un grande “puzzle”, e cioé svelare “il mistero, o meglio i misteri, della Primavera”.
Il quarto Capitolo si sofferma sul concetto di bellezza nelle varie epoche e quindi sull'estetica. Infine il quinto Capitolo rivela il linguaggio dei fiori, che sono molto presenti nel quadro. Naturalmente, ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiata nel portare avanti questo mio studio e mi hanno aiutata nel reperimento di materiale più o meno interessante per la completezza del saggio, trattando ambiti molto diversi, dalla storia, alla filosofia, dal simbolismo, alla floricoltura, dalle tecniche, alla psicanalisi.
In particolare ringrazio di cuore il mio editore, Dott. Atanasio Bisignano, che da uomo colto e raffinato; e da “iniziato”, ha compreso i significati più criptici e profondi del saggio, sostenendomi ed aiutandomi. Un ringraziamento sentito lo esprimo nei confronti dell'Arch. Prof. Fulvio Terzi per aver fornito informazioni e materiale critico di grande importanza; un caro e affettuoso ringraziamento lo rivolgo pure alla collega ed amica, Prof.ssa Donatella Bisignano per tutto il lavoro di revisione e per i consigli e suggerimenti che mi ha dato per la trattazione filosofica; e al padre di lei, Prof. Ottavio A. Bisignano, per aver voluto arricchire ed impreziosire, il mio lavoro con le sue opere poetiche; ed infine, un doveroso ringraziamento lo rivolgo anche al collega Prof. Antonio Niccoli per avermi reperito materiale e saggi, molto utili alla realizzazione di questa opera.
Mariarosaria Salerno



Studio Critico Introduttivo



“(...) Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine. - (...) Nell'uomo nascente il Padre ripose semi d'ogni specie e germi d'ogni vita. E a seconda di come ciascuno li avrà coltivati, quelli cresceranno e daranno in lui i loro frutti. (...) se sensibili, sarà bruto, se razionali, diventerà anima celeste, se intellettuali, sarà angelo, e si raccoglierà nel centro della sua unità, fatto uno spirito solo con Dio (...).”
Pico della Mirandola (“Oratio de Hominis Dignitate”)

Questo nuovo libro dal titolo: “La Primavera Rivelata”, che la Professoressa Mariarosaria Salerno, esperta e insegnante di Storia dell'Arte, ci offre come dono della sua anima profonda, sensibile e religiosa - dopo una mia attenta analisi e lettura - si rileva molto interessante, pregevole e prezioso al pubblico di ogni età e formazione scolastica, sia dal punto di vista didattico, che dei contenuti conoscitivi, trasmessi da Ella con dovizia e cura dei particolari; ed ancora con acume e perspicacia di abile studiosa, che ha affrontato la materia qui trattata, ricorrendo anche all'apporto e al confronto delle varie discipline; e allo studio autorevole o ai contributi degli studiosi e dei critici d'arte di gran fama. È, infatti, leggendo l'argomento principale del testo e cogliendone, pure, l'aspetto non soltanto tipografico e illustrativo; ma anche fotografico e grafico - senza alcun dubbio molto ben curato - c'è molto da apprendere e da comprendere, dato che l'Autrice, con questa nuova pubblicazione, a carattere ampiamente divulgativo - che ben merita - giunge alla bellissima riflessione che “l'arte non è imitazione”, ma creazione di mondi simbolici, attraverso il potere dei suoi stessi strumenti e dei suoi linguaggi; in altre parole essa è “invenzione”; e secondo una visione più ampia, è apportatrice “di verità” oppure ancora è presentazione “di un mondo”, che può apparire per alcuni tratti meraviglioso e inusuale; inquietante, incomprensibile e oscuro; per altri gioioso e bello - quest'ultima concezione troverà, inevitabilmente, poi, la sua massima espressione persino nella questione “etica”.
Il grande archeologo e storico dell'arte Winckelmann scriveva: “Un popolo bello produce cose belle”.
A questo proposito, esplicitando ulteriormente il punto di partenza di tale definizione si rielabora, altresì, che l'arte non è “né produzione di puri segni come quelli della matematica”, “né semplice riproduzione funzionale di un'immagine”; bensì una qualsiasi opera d'arte esibisce “forme sensibili e significative” che possono essere figure a duplice o a molteplice senso, cioè “i simboli”. In vero, l'arte esprime una verità ancora più profonda di quella, oggetto della filosofia, attraverso “l'invenzione poetica”. Se appunto la conoscenza filosofica può dirsi limitata, la conoscenza poetica, come allo stesso modo l'arte permettono di cogliere le infinite sfumature della realtà, dell'Universo; proprio attraverso “la capacità creativa della nostra mente umana” ed ancora attraverso la piena libertà, la sensibilità e l'intuizione, che sono le qualità tipiche possedute dall'artista-genio. Pertanto, l'opera creata diviene la traccia, per comprendere appieno tutta l'interazione tra la realtà e le qualità appena menzionate, che sono comuni a tutti gli uomini; ma che solo l'artista, proprio perché è tale, sa esprimere e oggettivare.
Ora questo nuovo modo di intendere l'arte trova la sua massima espressione, proprio, nel secondo Cinquecento; a tal proposito basti ricordare il significato essenziale dato ad essa dal filosofo campano Giordano Bruno, che ne valorizza la dimensione fortemente creativa, come produzione di novità, di crescita; e perché no, anche come espressione puramente “personale e spirituale”. Ogni artista ha una “sua poetica” da tradurre e realizzare nella propria opera; pertanto oltre ad aver uno spiccato estro creativo avrà anche un progetto, un sogno o un'aspirazione da sviluppare; senza però tralasciare anche l'aspetto emozionale, affettivo, bizzarro - caratteristiche in questo caso - possedute dall'artista-creatore.
In tal modo, cambia il significato del termine “arte” inteso come tèchne, che era in uso appunto nel Quattrocento; infatti con ciò si indicava un sapere fondato su un sistema di regole da trasmettere, apprendere e verificare; per trasformarsi in qualcosa dippiù creativo, originale, personale, estetico, che rivela e conduce “alla verità”.
Il tema del testo, qui presentato, oltre a porre nuovi interrogativi, credo che si sviluppi e si articoli - in una forma molto ampia e naturalmente approfondita - su più temi; difatti la Salerno, passa in rassegna tutte le interpretazioni passate e moderne, del quadro; per arrivare poi al nuovo modo di ripensare l'arte, di rivalutare la vita tenendo conto di come, oggi, più di ieri ci sia una spasmodica ricerca del “bello” o “della bellezza”; e forse il motivo di una simile condizione, va ricercato proprio nel fatto, che adesso non solo nel nostro piccolo o nella nostra quotidianità; ma credo nell'intera Umanità stia avvenendo - in maniera inesorabile - la disgregazione “di quei valori tradizionali”, da sempre difesi e trasmessi alle generazioni future; basti pensare, a tal proposito, a quegli ideali di forte stampo platonico quali: il bene, il buono, il bello, la giustizia, la virtù, la verità, l'amore per il prossimo e l'eros; per trattare poi finanche la questione “dell'estetica”, del “gusto”, “del sentimento”, “dello stupore”, “del genio”, “della creatività” e “dell'immaginazione”, “della natura e del suo rapporto con l'uomo”, dell'articolazione “tra forme e colori”, “delle reazioni o dei meccanismi psicologici” per cui un'opera può dirsi bella o brutta, “dell'innamoramento”, “della poesia”, “del mito”, ecc. ecc.
Non a caso, la professoressa Salerno, all'interno del suo saggio cita anche il Bisignano - scrittore e poeta - annoverato tra i più autorevoli studiosi contemporanei. Il professore Bisignano è riuscito con doviziosa precisione a far comprendere l'importanza del mito greco anche ai giorni nostri; e questo perché dietro “i racconti leggendari” o “le scene favoleggianti” si riscopre sempre la vera conoscenza, la memoria storica e il passato che rivivono a dispetto del mutare continuo, che caratterizza la nostra esistenza; ed allora, ecco che ogni cosa la si coglie nel suo contrario; nella sua veste dualistica, mitico-simbolica, religiosa, spirituale e terrena, nonché nella sua interezza. Per essere più precisa - in questo caso - mi piace richiamare l'attenzione del lettore, proprio a due delle sue poesie, contenute nel testo, dal titolo: “Composizione di sogno e realtà nel quadretto descrittivo della Primavera” e “Il Mito della Primavera”, con cui l'Autore celebra poeticamente e con maestria le sensazioni che si provano e che si osservano all'arrivo della primavera, che rappresenta la rinascita, la vita, la natura che germoglia dopo il lungo letargo dell'inverno. A tal proposito, ecco cosa scrive Bisignano:
“Appena Persèfone / si liberò dall'abbraccio / di Ade, fosco dio / dell'Averno, per ricongiungersi / alla madre Demètra, / dèa della terra / e della fertilità, / la luce del sole / ritornò ad inondare / i campi sterili / e la vita / riesplose nei primi / germogli del grano, / dell'erba e dei fiori, / dei frutti degli alberi / avvizziti / e nel fluire delle acque / limpide / dalle fonti disseccate”. /
Come si può leggere il poeta ha ripreso nei suoi versi “il mito greco di Persèfone” che nella trasposizione latina diventa “il mito della dèa Proserpina”, che racconta di come l'arrivo della Primavera sia sancito proprio dall'arrivo di questa divinità sulla terra, che porta con sé l'abbondanza; e che il suo ritorno nell'Ade, sei mesi dopo, coincida con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno, per ritornare a rinascere, nuovamente, con la vegetazione, la primavera successiva.
Dunque, anche oggi, si riscopre fondamentale il ritorno al mito e gli studenti dovrebbero studiare con passione i racconti mitologici, proprio perché il linguaggio usato nei miti, oltre ad essere universale ha una forte impronta educativa, basti pensare che esso ha lo stesso valore dato “alle favole che noi adulti raccontiamo ai nostri bambini”. Il mito è importante perché è diretto, schietto e apre la mente al passato e alle diverse interpretazioni, che ci permettono di cogliere la complessità della nostra vita, migliorando la nostra capacità di vedere, capire e comprendere noi stessi e gli altri; senza trascurare anche la sfera sessuale o erotica. È altrettanto importante comprendere che il mito e i suoi simboli utilizzano un linguaggio, che parla per immagini, appunto - lo ribadisco - per simboli, che ci permette di comprendere maggiormente la realtà, recuperando il ricordo, migliorando la nostra creatività e pure l'aspetto ludico; ed ancora, ci permette di entrare in relazione gli uni con gli altri, di comprendere il nostro intimo, le cose, le situazioni, le persone, le strutture sociali, le tradizioni, i riti.
Ma, ritornando al Bisignano, vorrei concludere, citando brevemente alcuni degli altri versi - che a mio parere - sono dotati di straordinario lirismo, di grande impatto emotivo e di forte “immagine evocativa”. Ecco, quanto scrive il poeta: “Sonnolenza e torpore / del risveglio. / Io vivo / tu vivi / respirando / l'aria di questa primavera / che ci porta l'euforia / di una stagione vissuta”. /
Ed ancora: “Tutta la vegetazione si libera / dalle brume dense dell'inverno / ai primi tepori primaverili. / Intorno a noi un tappeto / di colori su cui si frange / un rivolo di luce”. /
Senza dubbio molto bravo il poeta nell'essere riuscito ad esprimere la vitalità, i colori, ed il tepore tipici della stagione primaverile, che regala ai due amanti benessere, gioia, emozioni e tanta bellezza. Diceva il filosofo greco Platone: “la potenza del bene si è rifugiata nella natura del bello”. Dopo questa breve parentesi, che era giusto fare, riprendo il mio discorso sull'analisi del testo ed ancora mi soffermo sull'opera d'arte, per chiarire qualche altro elemento, che a mio avviso non va tralasciato, in merito alle attività o facoltà artistiche. Insomma, questo modello rappresentativo, qui riproposto e rispolverato, di quel determinato periodo storico, porta inevitabilmente all'idea che l'opera d'arte ha a che fare con la verità, di cui noi stessi alla fine ne siamo parte. A testimonianza di quanto è stato detto vi rimando allo studio del pensiero filosofico di Giambattista Vico - filosofo e storico - che sosteneva difatti “che l'arte aveva il compito di custodire e rivelare una verità originaria; per cui l'arte è la verità in se stessa. Anzi essa esprimeva verità intraducibili e di superiore densità simbolica, mettendo in contatto l'uomo antico direttamente con le verità fondamentali dell'esistenza, del cosmo e della storia; e in ultima analisi proprio con il divino”. Ed ancora, egli dice: “che il mito non è un'allegoria di concetti astratti, né una narrazione di fatti accaduti, ingranditi dall'immaginazione; esso nasce dall'intuizione della fantasia, assumendo come la poesia un significato storico”.
Ma questo lavoro, che io ritengo essere “un buon manuale” di apprendimento, che tutti dovrebbero studiare, non fa riferimento solo al variegato mondo dell'arte o alle emozioni che possono trapelare ponendoci di fronte ad una tela come quella del Botticelli; nel caso specifico “il quadro della Primavera”; ma soprattutto ci offre gli strumenti necessari per cogliere gli aspetti enigmatici, metafisici, filosofici, storici e biografici, che quest'opera pittorica ha comunicato e continua a trasmettere, malgrado sia passato molto tempo, alle giovani generazioni di questa nostra realtà odierna.
Ecco, dunque, la bravura dell'Autrice, che sa mettere insieme nel libro - in una chiave interpretativa moderna - tutti gli elementi, ovvero quei criteri necessari per giudicare in pieno quest'opera mirabile del Botticelli; ed apprezzarla non soltanto esteticamente, ma riconsiderandola valida e apportatrice di ulteriori verità, che trapelano dalla vita, dalla cultura, dalle intenzioni, dall'epoca storica in cui l'artista è vissuto, nel suo tempo e nel suo spazio, ovvero la sua storia, compiendo perciò un passo in avanti. Scrive il filosofo e storico italiano Benedetto Croce: “L'arte può essere definita quindi come intuizione-espressione, due termini inscindibili, per cui non è possibile intuire senza esprimere né è possibile espressione senza intuizione. Ciò che l'artista intuisce è la stessa immagine (pittorica, letteraria, musicale ecc.) che egli per ispirazione crea da una considerazione del reale, nel senso che l'opera artistica è l'unità indifferenziata della percezione del reale e della semplice immagine del possibile. La distinzione tra arte e non arte risiede nel grado di intensità dell'intuizione-espressione. Tutti noi intuiamo ed esprimiamo: ma l'artista è tale perché ha un'intuizione più forte, ricca e profonda a cui sa far corrispondere un'espressione adeguata”.
Dunque, la felice intuizione del Croce sta nell'aver rivelato l'importanza del ragionamento estetico e nell'aver sostenuto “quelle verità filosofiche che la storia, di volta in volta distrugge; ma che, alla fine, sono alla base delle nuove verità”. L'Autrice, dunque, illustra in maniera particolareggiata ogni singolo aspetto del quadro botticelliano - senza tediare in alcun modo il lettore - toccando in ogni Capitolo, tutti gli aspetti che possono dirsi congiunti all'Opera e non; passando di volta in volta a setaccio - come avrebbe fatto “un novello Sherlock Holmes” il percorso storico, i vari criteri interpretativi che, proprio a partire dall'età rinascimentale fino ad arrivare ai giorni nostri, sono stati applicati al quadro, per arrivare a conoscere quale potrebbe essere stato il vero motivo, che abbia spinto il geniale Botticelli a raffigurare nella sua tela, quei nove personaggi ritratti sullo sfondo costituito dagli alberi del boschetto carichi di frutta disposti a semicerchio e il prato cosparso di fiori; ed ancora quale potrebbe essere il vero significato che si cela dietro quelle linee morbide e flessuose, a tratti leggiadre di straordinaria bellezza ed armonia, i cui colori a tempera tenui balzano alla vista di chi si lascia rapire “la psiche e l'anima”. Opera eterna, intramontabile, commentata da generazioni di critici, studiosi o semplici studenti, professori, turisti e osservatori, che ogni giorno visitano la meravigliosa galleria degli Uffizi a Firenze.
Ma che, se letta con uno sguardo nuovo, curioso e con spirito indagatore; magari "pensando a come pensava l'artista", rivelerà segreti inaspettati, a chi è dotato, oltre che di uno spirito critico, anche di forte sensibilità! Vi sono numerose interpretazioni relative al dipinto, e l'una o l'altra critica messe a confronto risultano positive, perché ci permettono di completare “quel puzzle” fatto di conoscenze e vari ragionamenti, e qualche volta non mancano i dubbi e le incertezze, che seppur contrastanti fra loro ci servono in toto per arrivare fino in fondo alla verità.
La Salerno con questo suo studio non fa altro che mettere insieme queste interpretazioni, le confronta e alla fine si scopre - e questo lascia un po' tutti basiti - che nell'opera si trova ogni tipo di argomento: si spazia dalla mitologia (un ritorno a soggetti mitologici - basti pensare infatti alla ripresa di un racconto mitologico del poeta latino Ovidio - così il dio del vento (Zefiro) insegue la ninfa Clori e la trasforma in Flora, la dea dei fiori della primavera) alla filosofia (il neoplatonismo di fine '400); dall'astronomia all'astrologia; dalla letteratura (la scena rappresentata ha delle assonanze con i versi del Poliziano, è stata tratta con tutta probabilità da un passo “dell'Asino d'oro” romanzo di Lucio Apuleio scrittore latino del II secolo d.C) alla storia (la storia personale vissuta dall'artista o dal fruitore); dalla matematica alla geometria; dalla fisica (i corpi e le vesti appaiono senza peso) alla botanica (nel quadro figurano quasi cinquecento specie di piante, fra cui centonovanta fiori); dalla danza (le Grazie ballano intrecciando le loro mani) alla teologia (quel giardino pieno di fiori doveva rappresentare forse il Paradiso); dalla filologia alla simbologia ecc.
Con Botticelli scrive, infine, lo storico dell'arte Giulio Carlo Argan: “Per la prima volta un pittore del Rinascimento tende al "bello" come fine supremo”. Questa tela sarebbe stata commissionata a Botticelli per il matrimonio di Lorenzo di Pierfrancesco, giovane cugino del Magnifico, con Semiramide Appiani, avvenuto nel 1482: si sarebbe trattato, dunque, di un quadro-sermone, volto a spingere il giovane Medici allo studio della retorica e della poesia? Tanti sono gli interrogativi e molteplici sono i dubbi che affollano la nostra mente, nel tentativo di dare la giusta interpretazione alla tela; anche se poi non mancano le risposte!
Ma procediamo per gradi con la descrizione delle possibili interpretazioni. Innanzitutto a Botticelli vanno i meriti dell'aver saputo esprimere la bellezza spirituale, ossia quella capacità di riconoscere ed apprezzare il bello, il bene e il vero.
Sul piano estetico, invece, il quadro risulterebbe non solo un “inno alla bellezza”, “alla grazia” e “all'armonia” - basti pensare - che i colori usati dall'artista sono brillanti e preziosi, le donne raffigurate con sensualità appaiono affascinanti; il ritmo della composizione è basato sulle linee curve; ma anche “un'allegoria dell'amore” o “di una stagione, come quella primaverile” o ancora “l'espressione di una teoria filosofica”, che si caratterizza per un sapere umano universale e razionale, che prende il posto del mito; ovvero il lògos che soppianta la condizione istintiva, dippiù la logica che soppianta l'immaginazione, la ragione che soppianta l'irrazionalità. Chissà se proprio in virtù di tale condizione di aspettative, che va letta ed analizzata quest'opera strabiliante. Ma a mio avvivo, la chiave di lettura del dipinto Botticelliano, e da ricercarsi solo “nella cultura platonica” (come Pico della Mirandola, Poliziano ed altri artisti che erano di quel periodo storico seguivano le sagge lezioni platoniche tenute dal filosofo italiano Marsilio Ficino); e difatti citando nuovamente il filosofo Platone e cogliendone il suo pensiero filosofico intriso di poesia e mito, non si può fare a meno di citare il suo pensiero secondo cui: “il bello corrisponde al buono”; per concludere poi ed arrivare all'altro concetto importante, secondo cui, quest'ultimi si identificano con il corpo femminile e con le meraviglie della natura.
Dunque l'amore e la bellezza potrebbero essere in ultima analisi i principali temi del dipinto, che lo ribadisco, vanno letti solo in chiave marcatamente “neoplatonica”; e difatti nelle figure di destra si riconosce l'amore carnale, istintivo e passionale - come infatti l'artista fiorentino al centro della scena ritrae Venere, la dèa dell'amore e al di sopra di lei l'angioletto alato Èros (Cupìdo) -; mentre nelle figure di sinistra si raffigura l'amore spirituale, puro, che eleva l'uomo a Dio - e appunto questo spiegherebbe il motivo, per cui appaiono le tre Grazie che danzano armoniosamente e Mercurio, che scaccia le nubi con il suo caducèo -.
Per essere ancora più precisi, nella descrizione fatta delle tre Grazie, si riscoprono i tre aspetti dell'amore secondo quanto sosteneva sempre il Ficino, e cioè: Voluptas (descritta con i capelli sciolti), Castitas (centrale con atteggiamento pudico); ed infine Pulchritudo ( a destra, in elegante posa). E in effetti è sempre lo stesso Platone che nel “Convito” ci parla della duplice natura di Èros che: “se fosse stato figlio di Afrodite Pandemon (terrena) allora avremmo avuto l'amore sensuale, materiale; contrariamente se fosse stato figlio di Afrodite Urania (celeste), in quel caso avremmo avuto l'amore spirituale”.
Avvicinandomi ormai alla conclusione di questo mio studio introduttivo, non posso che nuovamente ribadire l'importanza del tema trattato, l'accuratezza di come è stato analizzato e curato; sottolineando il mio più forte plauso alla cara amica e collega Mariarosaria - augurandole personalmente tanto successo e soddisfazioni in ogni campo - e non posso non tralasciare di menzionare, anche, con un doveroso ringraziamento il Dott. Atanasio Bisignano, Pubblicista-Critico e Titolare della Casa Editrice Cliodea, che ha voluto con tutto il cuore la realizzazione di questo corposo volume, che se letto attentamente, può essere monito per i giovani a riscoprire quei valori unici, inalienabili che appartengono, non solo alla storia passata, ma alla modernità, che sono fondamentali, per la costruzione di un futuro solido, radioso, ricco di speranze, fondato sull'amicizia, il dialogo, il rispetto reciproco e il benessere della collettività.
Auguro anche a Lui tanto successo per una brillante carriera e per la pubblicazione di tanti altri lavori come questo, realizzato con impegno, tanta serietà ed originalità. In ultimo, un ringraziamento lo esterno anche all'equipe grafica, che lavora a stretto contatto con noi e che ci ha regalato le bellissime immagini, contenute nel libro.

Prof.ssa Donatella Bisignano (Resp. Ufficio Stampa e Comunicazione della Casa Editrice).


Caratteristiche del Libro:

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- Formato 15x21, Brossura, pag. 360 colore avorio, completamente illustrato con foto B/N e tavole a colori, Copertina plastificata lucida a colori, con alette.

- Studio Critico Introduttivo a cura della prof.ssa Donatella Bisignano, filosofa e docente nei Licei, resp. dell'Uff. Stampa e Comunicazione di Casa Editrice Cliodea.

- Note Esplicative, Bibliografia Essenziale, Indice delle Figure.

Il Libro sarà disponibile per la vendita a partire dalla fine del mese di Maggio 2011, al prezzo di copertina di 24,00 Euro.

- Il Libro sarà disponibile, anche in formato digitale e-book, su file Pdf. eseguibile, al costo promozionale di 12,00 Euro.

Per info e prenotazioni editoriali:. www.editricecliodea.com
Per ordini on line:. atanasiobisignano@yahoo.it
Per ordini telefonici e fax:. +39 0984 482565 con segr. telefonica.

 

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16/02/2011

In Evidenza: Gaetano Barbella

S.P.Garofalo3.pdf

 

 

In esclusiva per la Casa Editrice Cliodea il nuovo Saggio, in formato pdf. dello scrittore e saggista Gaetano Barbella.

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Gaetano Barbella è nato a Bolzano il 23 febbraio 1938 da genitori originari di Caserta. È sposato con quattro figli e risiede sin dal 1969 a Brescia, ove si è occupato fino a pochi anni fa di progettazioni industriali.
Nel luglio 1997, Dario Spada, attraverso il periodico fiorentino Giornale dei Misteri, lo ha intervistato, definendolo "un originale ricercatore dell'insolito". Nell'occasione Gaetano ha presentato una sua teoria secondo la quale, attraverso originali cartografie ricavate dalla topografia terrestre, fra centri urbani e località in genere, si perverrebbe alla comprensione della corrispondente supposta vita e posizione astrale. Pochi mesi dopo, a settembre, è stata la volta del periodico romano I Misteri di trattare lo stesso argomento, mostrando in che modo i supposti riferimenti astrali siano connessi, per esempio, alle scritture bibliche.
Dal 1999 fino ad oggi Gaetano si è occupato particolarmente della piramide di Cheope, pervenendo a sconosciute concezioni geometriche che spiegherebbero la disposizione spaziale interna, per esempio, delle tombe del re e della regina. La cosa sorprendente, che deriverebbe dallo sviluppo della suddetta geometria che ha chiamato «Geometria Cheopiana», è, per esempio, la possibile comprensione dello scettro nelle mani degli dei e re dell'antico Egitto, così come risulta dalle rappresentazioni relative dei numerosi noti reperti archeologici egizi. Procedendo le ricerche in questa direzione Barbella ha formulato concezioni geofisiche, per esempio, emergenti dal noto papiro della «Pesatura del cuore di Ani» conservato presso il British Museum di Londra.
Sempre sulla piramide di Cheope ha sviluppato, nel 1999, una sua teoria sulla possibile concezione cantieristica della sua edificazione, con l'ausilio di mano d'opera nel pieno rispetto della loro dignità di esseri umani. Questo lavoro è stato presentato nel 2003 sulla Rivista genovese di Cultura e Spiritualità Lettere e Scritti. Parallelamente Barbella ha portato avanti studi approfonditi sulla Divina Commedia di Dante Alighieri, intravedendovi una straordinaria trama crittografica connessa con la fisica meccanica. Ma anche i suddetti lavori cartografici della topografia terrestre possono considerarsi crittografie, come pure il resto gli altri sopra citati. Della menzionata Divina Commedia Gaetano è pervenuto anche alla decifrazione dell'astruso verso in numeri dell'opera dantesca suddetta che i commentatori hanno emblematizzato col termine di «DVX». Non ha trascurato di occuparsi delle profezie del veggente del 1500 Michel Nostradamus, che troverebbero riscontro iconografico in taluni casi attraverso le suddette cartografie terrestri di cui ha eseguito un ricco atlante.
Ha pubblicato con Macro Edizioni l'e-book I due leoni cibernetici.

28/01/2011

Final Release: La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno

> Copertina definitiva del Saggio: "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno. In corso di pubblicazione.

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Note Biografiche



Mariarosaria Salerno, nasce a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna, attualmente, Disegno e Storia dell'Arte negli Istituti Superiori.

Laureata in Architettura presso l'Università degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali, conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l'Istituto Superiore Europeo di Studi Politici, di Reggio Calabria.

Pluriabilitata all'insegnamento ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari: Premio Nazionale “Mater”, Carrara, 1990; Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (Cn), 1990; Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara, 1990; Premio “Natale”, Carrara, 1990; Premio Internazionale permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal., 1990/1991; Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (Na), 1991; Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991; Premio Internaz. “Nuovi Orizzonti”, Sorrento, 1991; Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991; Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina, 1991; Premio Lett. Internaz. “Valori della Vita”, Napoli, 1991; Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (Cs), 1991; V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (Pi), 1991; XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992; XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento, 1992; Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini, 1992; XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni, 1992; XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi, 1993; I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Lett. Internaz. ”Premio Umbria”, 1993; Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIIIª Ed., Napoli, 1998; I° Premio Lett. Naz. “Giuseppe Federici, Rimini, 1999; Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000; Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000; Granpremio Internaz. “Interart”, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000; Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001; Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto ( Ch), 2009; I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale (Cs), 2009. VIIª Rassegna d'Arte e Letteratura “Omaggio a Cortona, Storica città d'Arte, Cortona, 2010; Rassegna d'Arte e Lett. “La Vela e il Mare, Lido di Camaiore, 2010; IVª Biennale d'Arte e Lett. “Omaggio alla Città di Roma, Roma 2010; Premio nazionale “Histonium”, XXVª Ed., Vasto (Ch), 2010.

L'Autrice è presente in numerose antologie poetiche e riviste, con poesie, racconti e saggi; per di più ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo, 1990-1991; ed ancora con diversi articoli a carattere storico-artistico e poesie che sono presenti nel periodico “L'Altra Reggio”, 1990-1991. Successivamente ha curato per l'Istituto d’Arte di Locri (Rc) “L’Annuario 1998”; ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - Storia, Arte, Folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza, 1999; ed ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico, artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004. La Scrittrice è presente, anche, con una sua analisi inserita nel ”I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (Cs), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; infine ha pubblicato una prima Silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; e di recente ha pubblicato per i tipi di Editrice Cliodea la Silloge “Le Parole del Cuore” Cosenza 2010; ed è diventata Redattrice per la Calabria di Cronache Italiane, testata dell'Ansa.

Oltre a ciò, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (Rc), ha curato i costumi e le scene della “Medea”, 1995; per l'IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l'Istituto Statale d'Arte di Locri (Rc), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul “gioiello magnogreco”, la cui collezione è stata poi realizzata dall'orafo Gerardo Sacco; ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “Changing”, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi di Cosenza, 2010; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d'arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze; è entrata a far parte del Comitato tecnico-scientifico della Casa Editrice Cliodea, in qualità di direttrice e curatrice, della Collana editoriale di “Storia dell'Arte e Architettura”, nonché Vice Presidente dell'Associazione Culturale “Credendo Vides International Onlus”, di prossima istituzione.




Premessa dell'Autrice



L'Arte ha da sempre celato misteri interpretativi connessi al momento storico in cui si è realizzata, alle civiltà presso la quale si è evoluta, alle funzioni che l'opera d'arte doveva assolvere. Così da un'arte primitiva, simbolica, con funzione magica o propiziatoria, si è passati ad espressioni artistiche più razionali, che utilizzavano regole e leggi, applicavano canoni, ricercavano nuove tecniche.

Attraverso i secoli, l'Arte si è posta numerose domande ed a cercato di risolvere problematiche tecniche, funzionali ed estetiche di notevole interesse scientifico, coinvolgendo ambiti sempre più vasti e specialistici. Tuttavia, storicamente, non sempre, gli artisti hanno goduto di grande fama ed attenzioni, che fossero considerate degne di vera lode e gratitudine, per i successi artistici, conseguiti dai medesimi. Eppure, gli artisti, soprattutto nel Rinascimento, non sono stati solo dei semplici “esecutori di opere” o “degli artigiani”, come erano ritenuti nel Medioevo, difatti, l'artista rinascimentale era stimato come “uomo colto ed erudito”, “un profondo osservatore della natura”, “un ricercatore attento e minuzioso”, conoscitore di ambiti disciplinari molto diversi tra loro, eppure non sempre questi aspetti, sono stati tramandati con esattezza sullo sfondo dei fatti più salienti della storia.

Solo in alcuni casi, come è accaduto, ad esempio, per Leonardo da Vinci, per Piero della Francesca, per Leon Battista Alberti, è stato possibile rilevare l'importanza dello studio effettuato da quegli illustri personaggi di quel secolo, essendo che i loro scritti, appunti e trattati sono pervenuti integri fino ai nostri giorni. Di Leonardo, inoltre, ci sono giunti svariati scritti (appunti, schizzi, lettere, ecc.) ai quali si è potuto concretamente attingere, per avere informazioni sugli studi di ingegneria militare, di architettura industriale, di meteorologia, di fisica, di anatomia, di tecnologia, ecc. Anche i trattati di Leon Battista Alberti, sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura hanno prodotto una svariata quantità di informazioni. Così pure, per quel che concerne la produzione artistica e letteraria di Piero della Francesca. Tra gli artisti-letterati, di gran fama, il Vasari si è rivelato una delle fonti più accreditate ed attendibili.

Questo lavoro, pertanto, non vuole solo fare emergere l'importanza dell'arte in un particolare periodo storico, artistico, e sociale come quello rinascimentale; ma vuole nel contempo far conoscere ai lettori la grandezza di una singolare personalità artistica, in questo caso, il Botticelli, ed evidenziare le numerose difficoltà riscontrate dai critici o studiosi, anche, dell'arte moderna ad interpretare adeguatamente e correttamente tutta la sua produzione artistica, attraverso l'analisi di un'opera meravigliosa, celeberrima, come è appunto, “La Primavera”.

La Primavera, che Botticelli ha caricato di significati, velandone il vero senso del racconto alle moltitudini, per mezzo di simbolismi tra i più misteriosi ed indecifrabili, pure ad una lettura più attenta, risulta che il Maestro in questione non utilizzò un solo “codice”, ma diversi codici interpretativi. La scelta da parte mia di questo titolo: “La Primavera Rivelata” nasce, proprio perché, il termine “rivelare” cela significati sottili e contingenti, infatti il verbo “velare”, vuol dire celare, nascondere, coprire con un velo; mentre la parola “rivelare” vuol dire rendere manifeste le cose sconosciute, segrete e misteriose. La Primavera, che volutamente è stata velata nella sua essenza con l'uso di simbolismi criptici ed esoterici, ora più che mai rivela la sua vera identità.

Il presente studio si sviluppa attraverso cinque Capitoli, ognuno dei quali cercherà di chiarire quegli aspetti specifici congiunti all'opera; ed inoltre servirà per una completa ed articolata comprensione della medesima. Il primo Capitolo, di introduzione, focalizza l'attenzione sull'autore e sul ruolo degli artisti nel Rinascimento. Il secondo Capitolo, trattando il significato figurale e retorico dell'opera d'arte, si trasforma in substrato per la comprensione del Terzo, che entra, al contrario, nel vivo dell'indagine, attraverso una “lettura” metodologica dell'opera, trattando varie ipotesi e vagliando fonti, motivazioni, elementi reali e non, per cercare di giungere ad ipotesi attendibili. Vengono, inoltre, confrontate tesi, opinioni, ricerche, studi, critiche; tutte notizie interessanti, tutti apportatrici di piccoli tasselli nella realizzazione di un grande “puzzle”, e cioé svelare “il mistero, o meglio i misteri, della Primavera”.

Il quarto Capitolo si sofferma sul concetto di bellezza nelle varie epoche e quindi sull'estetica. Infine il quinto Capitolo rivela il linguaggio dei fiori, che sono molto presenti nel quadro. Naturalmente, ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiata nel portare avanti questo mio studio e mi hanno aiutata nel reperimento di materiale più o meno interessante per la completezza del saggio, trattando ambiti molto diversi, dalla storia, alla filosofia, dal simbolismo, alla floricoltura, dalle tecniche, alla psicanalisi.

In particolare ringrazio di cuore il mio editore, Dott. Atanasio Bisignano, che da uomo colto e raffinato; e da “iniziato”, ha compreso i significati più criptici e profondi del saggio, sostenendomi ed aiutandomi. Un ringraziamento sentito lo esprimo nei confronti dell'Arch. Prof. Fulvio Terzi per aver fornito informazioni e materiale critico di grande importanza; un caro e affettuoso ringraziamento lo rivolgo pure alla collega ed amica, Prof.ssa Donatella Bisignano per tutto il lavoro di revisione e per i consigli e suggerimenti che mi ha dato per la trattazione filosofica; e al di lei padre, Prof. Ottavio A. Bisignano, per aver voluto arricchire ed impreziosire, il mio lavoro con le sue opere poetiche; ed infine, un doveroso ringraziamento lo rivolgo anche al collega Prof. Antonio Niccoli per avermi reperito materiale e saggi, molto utili alla realizzazione di questa opera.

Mariarosaria Salerno


 

23/12/2010

2a Rassegna d'Arte e Letteratura: Omaggio alla Quadriennale di Roma 2010

 

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2a Rassegna d'Arte e Letteratura: Omaggio alla Quadriennale di Roma 2010

- Premio Nazionale di Pittura, Scultura, Grafica, Mosaico e Letteratura, organizzato dal Centro Culturale S. Domenichino di Massa: Diploma d'Onore rilasciato a Mariarosaria Salerno, vincitrice del 2° Premio sez. Poesia, vol. edit., per la Silloge Poetica " Le Parole del Cuore" edito dalla Casa Editrice Cliodea di Atanasio Bisignano Editore. Roma, 14 Novembre 2010. (Tutti i diritti riservati)

Giuria del Concorso Nazionale:

- Presidente: prof. Franco Pedrinzani
- Vice Presidente: prof. Manrico Testi
- Angela Marchetti
- Bruno Cosignani - Ispettore e Gallerista de "Il Quadrato"
- Ludovico Gierut
- Stefania Palagi - Segretaria

Resp. Uff. Stampa e Comunicazione
prof.ssa Donatella Bisignano

16/12/2010

S. Natale 2010: Auguri di Buone Feste!

> S. Natale 2010: Auguri di Buone Feste!

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14/10/2010

3a Edizione della Fiera del Libro Calabrese

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> La Casa Editrice Cliodea, Editoria Indipendente, libera e solidale ci sarà con tutte le sue ultime produzioni! by www.editricecliodea.com

04/10/2010

Concorso: Prima Edizione Città di Cosenza - Alarico ed il suo tempo

Il Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza, convivio letterario libero e autonomo, che si propone per la promozione e fruizione del patrimonio culturale del territorio calabrese nel panorama nazionale ed internazionale, finalizzando le proprie attività allo studio e valorizzazione di quei fenomeni sociali, politici ed antropologici che hanno edificato le basi della cultura, della storia e dell'arte della città di Cosenza, in collaborazione con l'Agenzia Cliodea Press & Comunication di Atanasio Bisignano Editore, promuove il Concorso Letterario, per la Prima Edizione del Premio di Narrativa e Poesia Inedita Europea: “Popoli e civiltà a confronto” - Alarico ed il suo Tempo.



PREMIO LETTERARIO DI CULTURA EUROPEA
Prima edizione - CITTA' DI COSENZA

“Popoli e civiltà a confronto – ALARICO ED IL SUO TEMPO”

BANDO DI CONCORSO

Art . 1 – Finalità ed ambito del concorso

Con lo svolgimento del concorso di cui al presente bando e della relativa cerimonia di premiazione, si intendono promuovere lo scambio e le relazioni culturali tra le città italiane ed europee, in particolare alimentando la partecipazione degli studenti e degli artisti più giovani e diffondendo la conoscenza della storia, delle tradizioni e dei personaggi più rappresentativi delle diverse comunità.
In particolare, il presente concorso intende fornire l’occasione per valorizzare ed approfondire la figura di Alarico ( il re dei Visigoti morto nel 410), che ha rappresentato, tra gli altri, un periodo fondamentale nell’evoluzione della storia europea, nell’incontro e nella fusione di diverse civiltà, lasciando tracce lungo un percorso che coinvolge diverse città e nazioni.
Il Circolo culturale Re Alarico di Cosenza, promotore dell’iniziativa, intende valorizzare la città che la leggenda indica come luogo di sepoltura del Re dei Visigoti, celebrando proprio nell’antica “Consentia” la giornata della premiazione ufficiale dei vincitori del concorso, prevista per il 26 MARZO 2011.
Alla giornata della premiazione saranno invitati esponenti del mondo culturale ed editoriale, nonché le più rappresentative cariche istituzionali locali impegnate nel settore della cultura.
Il concorso si svolgerà mettendo a confronto e valutando tutti gli elaborati di narrativa e di poesia pervenuti, in modo da valorizzare la più ampia possibile manifestazione del pensiero, della fantasia
e delle conoscenze acquisite.

Art .2 – Requisiti di ammissione

Possono iscriversi e partecipare al presente concorso tutti coloro i quali abbiano una età compresa tra i 16 ed i 25 anni, che siano residenti in Italia o in uno dei Paesi dell’Unione Europea e che parlino e scrivano correttamente in lingua italiana o che comunque presentino l’elaborato tradotto in lingua italiana.

Art. 3 – Sezioni

Il concorso comprende due sezioni: NARRATIVA – POESIA.
I partecipanti possono concorrere nell’ambito di una sola sezione e con un solo elaborato originale che sia incentrato sulla figura di Alarico e sul periodo storico in cui è vissuto.
Per la narrativa si può partecipare con la presentazione di un componimento che sia inquadrabile nella struttura del c.d. “racconto breve”.

Art. 4 – Informazioni, adesione e conferma partecipazione

Gli aspiranti dovranno inviare richiesta di partecipazione al concorso, entro e non oltre le ore 24 del giorno 20 NOVEMBRE 2010, inoltrando una email all’indirizzo circolorealarico@live.it , indicando nell’oggetto “PARTECIPAZIONE PREMIO LETTERARIO SU ALARICO” .
L’ email dovrà indicare la volontà espressa di partecipare con opere originali ed inedite composte dal richiedente, nonché indirizzo di residenza o domicilio, numero di telefono e riferimenti di un documento di identità. Entro il successivo giorno 25 NOVEMBRE 2010, verrà comunicato a tutti gli aspiranti se è stato raggiunto il numero minimo di partecipanti (50) e tutte le ulteriori fasi di svolgimento ai sensi del presente bando.

Art . 5 – Commissione giudicatrice

Verificato il raggiungimento del numero minimo di partecipanti (50), stabilito per attivare lo svolgimento del concorso, verrà istituita la Commissione giudicatrice, composta da due membri del Circolo culturale promotore e da tre membri esterni, scelti tra titolati ed impegnati nel mondo della cultura, dell’editoria o di chiara fama nel campo delle lettere e dell’arte. Le operazioni di insediamento della Commissione e di organizzazione delle fasi preliminari del concorso saranno guidate dal presidente del Circolo Re Alarico, Michele Arnoni (michelearnoni@hotmail.com) , il quale provvederà ad inoltrare a tutti i partecipanti, che hanno confermato la partecipazione, il modulo da compilare e riferimenti per il versamento, nonché i nominativi dei commissari. Il presidente del Circolo fornirà ogni altra eventuale informazione relativa al Concorso.

Art. 6 – Conferma partecipazione e versamento

Gli aspiranti dovranno provvedere, entro e non oltre il giorno 05 DICEMBRE 2010 al versamento della quota di € 15,00 (quindici euro), mediante bonifico bancario, vaglia postale o ricarica di carta postepay, i cui riferimenti saranno comunicati non appena confermato lo svolgimento del concorso. La partecipazione al concorso e quindi l’esame dei relativi elaborati saranno considerati solo ed esclusivamente per coloro i quali avranno provveduto entro la data prevista al versamento della quota di iscrizione. In caso di mancata partecipazione al concorso per causa non imputabile agli organizzatori, la quota eventualmente versata non verrà restituita.

Art. 7 – Spedizione e ricezione elaborati – sede legale concorso

Ogni elaborato dovrà essere inviato all’indirizzo della presidenza del Circolo con un unico plico per via postale, in forma cartacea in numero 5 copie, delle quali 4 copie libere ed assolutamente anonime ed una collegata alle altre in busta chiusa.
La busta sigillata dovrà contenere: 1) modulo di partecipazione compilato e sottoscritto - 2) copia dell’elaborato corredata di dati anagrafici dell’autore, con indirizzo, numero di telefono, indirizzo email e firma in originale. Le buste dovranno contenere intestazione indicante la sezione prescelta .
Gli elaborati ed il modulo di adesione debitamente compilati vanno spediti con raccomandata A/R entro e non oltre il 30 DICEMBRE 2010 ( farà fede il timbro postale di spedizione) al seguente indirizzo:

CIRCOLO CULTURALE “RE ALARICO”
C/O: AVV. MICHELE ARNONI – VIA ALIMENA 14
87100 – COSENZA

Il presidente ed il segretario del Circolo, verificati segretamente requisiti e moduli di iscrizione, provvederanno a trasmettere ai membri della Commissione giudicatrice i plichi contenenti gli elaborati senza riferimenti all’autore.

Art . 8 – Valutazione elaborati, decisione commissione e premiazione.

Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile e sarà comunicato, previa verbalizzazione delle decisioni, via email e telefonicamente ai primi tre classificati in ciascuna sezione, i quali saranno invitati a partecipare alla cerimonia di premiazione, che sarà preceduta da comunicazione pubblica dei risultati e diffusione dell’evento e dei nominativi. I vincitori dei primi premi delle due sezioni saranno comunicati e nominati nella giornata della premiazione.
Il giorno della premiazione è fissato per il giorno 26 MARZO 2010, in luogo istituzionale della città di Cosenza, salvo diverse disposizioni che saranno tempestivamente comunicate.

Al 1° classificato di ciascuna sezione, verrà consegnata una targa di partecipazione ed una somma in danaro ( € 250,00 – duecentocinquanta euro)
Il 2° e 3° classificato riceveranno una targa ricordo di partecipazione.

I vincitori dovranno ritirare personalmente i premi o delegare una persona a tale scopo, facendosi carico di spese di viaggio e di alloggio per la città di Cosenza.
Se richiesto, i premi non ritirati potranno esser recapitati agli interessati che ne faranno richiesta.
I minorenni dovranno ritirare il premio in presenza dei genitori.
I concorrenti non premiati, che per ragioni personali o di curriculum, vorranno ricevere una attestato di partecipazione, possono richiederlo versando la ulteriore somma di € 6,00 ( quale spesa di stampa ed invio postale) con le medesime modalità previste per la quota di partecipazione.

Art. 9 – Pubblicità e pubblicazioni

Il presente bando, i dati di svolgimento, eventuali rettifiche ed i risultati del concorso saranno pubblicati sul sito internet del Circolo Re Alarico (www.circolorealarico.it - sezione ATTIVITA'), sulle riviste, sui quotidiani della zona e sui siti internet che generalmente pubblicano bandi similari (www.poetare.it/concorsi.html - www.forumautori.com - www.kimerik.it/concorsi/concorsi.asp).

Art. 10 – Responsabilità

L’ organizzazione non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazioni della privacy o di qualunque altro atto non conforme alla legge compiuto dall’ autore, nonché di eventuali danneggiamenti, furti, ritardi postali e diffusione delle opere successiva al concorso.

Art . 11 – Accettazione e consenso trattamento dati

La partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata del presente bando e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali (Legge 675/1996 e D.L. 196/2003 ). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

COSENZA, 2 OTTOBRE 2010
Il presidente del Circolo
Avv. Michele Arnoni

Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea

Resp. prof.ssa Donatella Bisignano

03/10/2010

Studio Critico: "La Pittura Cosmica" in Italia a cura di Mariarosaria Salerno

 

LA PITTURA COSMICA DEL MAESTRO CARLO MENDICINO


Di Mariarosaria Salerno


In occasione di una conferenza avente come tematica “Il mondo di Alice”, inteso come espressione di realtà doppie e parallele, partecipai in qualità di relatrice affrontando il tema “La rappresentazione del non visibile nella poetica cubista”, dove oltre ad evidenziare le particolarità della rappresentazione cubista, approfondendo il cubismo orfico, mi soffermavo sul ruolo dell’artista-genio, colui che ha la capacità di vedere la realtà non solo con l’occhio fisico, ma anche e soprattutto con l’occhio del cuore e della mente.

Una visione totalitaria che va oltre la materia.

Ed è proprio con l’occhio del cuore e della mente che il maestro Carlo Mendicino realizza le sue opere, perché bisogna usare l’occhio del cuore, quello delle emozioni e dei sentimenti forti e puri, per esprimere una poetica così elevata, e l’occhio della mente, che ha la facoltà di portarti e relazionarti con l’infinito; la mente, che con la sua capacità annulla spazio e tempo, si muove ad una velocità maggiore della luce e nel giro di pochi secondi riesce a portarti in altri mondi, in altre galassie, nell’universo infinito.

Carlo Mendicino viaggia virtualmente nell’universo con facoltà non comuni, inutilizzati dai più, per fruire realtà diverse, realtà di cui coglie l’essenza con una visione prospettica totalitaria, completa, che tecnicamente applica mirabilmente nelle sue opere.

La prospettiva che lui utilizza, che definirei “prospettiva cosmica”, è completamente innovativa, e non si basa sulla prospettiva tecnica brunelleschiana, né sulle prospettive degli avanguardisti del primo Novecento, né può paragonarsi alla visione cubista, che peraltro annulla quasi ogni definizione prospettica tradizionale e consente la simultaneità della rappresentazione determinando una deformazione visiva dovuta alle proiezioni dei vari piani rappresentati; la prospettiva del maestro Mendicino è una tecnica che necessita di un occhio particolarmente acuto e sensibile, oltre che allenato, per scoprire i vari punti di vista, simultanei, utilizzati per la visione, che è una visione realistica.

La rappresentazione di mondi, di galassie, di nebulose, di creazioni, con i colori soffuse delle albe e dei tramonti e le varie infinite sfumature del creato costituiscono la definizione iconografica e l’essenza della poetica del maestro Carlo Mendicino, una “pittura cosmica”, che parte dal caos primordiale, quel brodo ancestrale ed alchemico, che ispirò Dio a mettere un po’ d’ordine nell’universo, regolandolo da leggi fisiche.

Il maestro non ha una visione parziale della realtà che rappresenta, ma con l’occhio della mente, che in precedenti esperienze ha conosciuto tutto l’universo rappresentato e ne ha immagazzinato l’essenza nella sua totalità, realizza squarci di rara bellezza.

Non siamo nel mondo della fantasia, né del non reale, né del concreto mentale, né di rappresentazione di una realtà onirica, cioè fruibile solo con i sogni, come per i surrealisti, o di una realtà orfica, immaginaria, costruita nei meandri della mente; si tratta invece di una rappresentazione reale, che si esprime attraverso stadi evolutivi, dove non vi è nulla di illusorio o di allusivo.

La pittura cosmica del maestro Mendicino non deve essere fruita a livello fisico, per essere compresa, deve essere emozionalmente sentita a livello sensibile, penetrando le leggi del mistero, il cui possesso da la capacità di condurti all’estremità dell’Universo, di farti viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce, a condurti con la mente in altre galassie, facendoti assaporare e fruire la nuova realtà, una realtà superiore, nata dalla ricerca di dimensioni superiori, espressione di armonia cosmica.

Solo allora si potrà viaggiare virtualmente nello spazio infinito e nel tempo illimitato, penetrare i misteri più criptici dell’universo, scoprire le leggi della materia.

Chi utilizza questo percorso, di natura esoterica, è sicuramente un iniziato all’arte, intesa nella forma più pura, assoluta e universale.

Viaggia con la propria mente, visitando non solo il mondo e l’Universo, ma tutte le realtà parallele, penetrando in dimensioni soprasensibili.

Un’arte esteticamente piacevole per molti fruitori, ma comprensibile da solo da chi intercetta le stesse lunghezze d’onde: le onde cosmiche dell’Universo infinito.

Cosenza 30 Settembre 2010

Salerno Mariarosaria

20/09/2010

1° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita 2010: “ Sulle tracce dei Templari" - Pubblicati i Vincitori

 

I° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita 2010: “ Sulle tracce dei Templari – Storie e misteri d'Italia”.


Evento culturale promosso dall'Associazione Culturale “Sifeum” di Castrovillari (CS).



Pubblicato l'Elenco dei Vincitori

 

Dai voti del 1° Concorso Letterario di Narrativa Storica Inedita, sono emersi i seguenti risultati:

 

- 1° Classificato: “Il segreto  della  selva  immobile” di  Camurri Vanni - Mantova 

- 2° Classificato : “Non  nobis  domine” di Grillini Stefania – Ozzano dell’Emilia, Bologna  

- Ex aequo 3° Classificato:  “L’ultimo  cavaliere” di Aristide Bergamasco - Este( Pd) e “Kanem-Bornu”  di Alberto

 Arecchi - Pavia  

 

- Premio speciale “Eroismo cavalleresco” a

 “Il nono Cavaliere” di Mario de Rosa – Morano Calabro   

 

- Premio speciale “Misticismo ed Epicità” a

 “La  reliquia” di Maria Pia Martino - Castrovillari


L'Associazione Culturale Sifeum

Uff. Stampa e Comunicazione Casa Editrice Cliodea

Resp. prof.ssa Donatella Bisignano

 

13/09/2010

I° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita 2010: “ Sulle tracce dei Templari – Storie e misteri d'Italia”.

 

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I° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita 2010: “ Sulle tracce dei Templari – Storie e misteri d'Italia”.

 

Evento Culturale promosso dall'Associazione Culturale "Sifeum" di Castrovillari.



Nominata la Giuria d'onore.



L'Associazione Culturale Sifeum, il cui scopo è quello di promuovere la storia antica, l'Arte e l'Archeologia in terra di Calabria, in collaborazione con l'Agenzia Editoriale Cliodea, in merito alla prima edizione del Concorso Nazionale di Narrativa storica inedita, dal titolo: “Sulle tracce dei Templari: Storie e Misteri d'Italia” riservata ai racconti inediti su trama storica o fantastica, nomina la Giuria Tecnica della Kermesse Culturale in programma. La commissione esaminatrice, pertanto, è così composta:


  • Dott. Mauro Giorgio Ferretti, Presidente dell'Associazione Cavalieri Templari Cattolici d'Italia, autore di numerose pubblicazioni sui Templari;

  • Prof. Pasquale Moschiano, Studioso e cultore di ricerca storica, artistica e delle tradizioni del territorio del Vallo del Lauro. Autore di diverse pubblicazioni a carattere storico;

  • N. H. Cav. Atanasio Bisignano, CCC International Knight of Malta OSJ USA of Krak (Assisi - Malta). Editore, Pubblicista e Fondatore della Casa Editrice Cliodea;

  • Prof.ssa Mariarosaria Salerno, docente, saggista, poetessa. Storica dell'Arte – Autrice di numerose pubblicazioni a carattere divulgativo, scientifico e di testi scolastici (Direttrice della Collana Editoriale di “Architettura e Storia dell'Arte” della Casa Editrice Cliodea);

  • Prof. Guglielmo Viti, Archeologo, imprenditore nel campo del restauro conservativo di monumenti storici, autore del saggio “La Madonna della Nova di Rocca Imperiale – Il mistero del quadro”;

  • Padre Edoardo Caruso, autorevole Padre Spirituale della Commenda di Cavalieri Templari “San Michael” di Rossano.



Secondo il programma ed il bando di concorso, pubblicato sul sito http://www.sifeumcalabria.it/, si prevedono nella premiazione dei racconti inediti, tre categorie di merito – 1°, 2°, 3° classificato – ed eventualmente per i lavori più dotati qualche segnalazione di merito. Il Concorso letterario, premierà i racconti che più si saranno distinti, per qualità espressivo/letteraria e originalità creativa.

La premiazione nazionale dei vincitori, avverrà, sabato 25 settembre 2010 a partire dalle ore 16.30, presso la cornice storica-architettonica del suggestivo “Protoconvento Francescano”, sito nella cittadina di Castrovillari, in provincia di Cosenza (CS).



Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea

Resp. Prof.ssa Donatella Bisignano

www.editricecliodea.com

 

31/07/2010

Nota Recensiva al Libro "La Rosa d'Ajello" di Sergio Ruggiero

Nota di Valutazione al Libro “La Rosa d'Ajello” di Sergio Ruggiero


a cura di Editrice Cliodea



La costruzione letteraria e il profilo narrativo dell'Opera “La Rosa d'Ajello”, sono ascrivibili al genere del cosiddetto Romanzo Storico: un genere della narrativa in prosa, caratterizzato da un testo di una certa estensione, che in questo caso, assume valenza formale, in cui si alternano forme narrative di carattere eroico-militari, tendenti all'allegoria, ma anche soluzioni ed elementi a carattere mitico-fantastico.


L'Autore, appare edotto e invasato di spirito letterario comunitario, che ha come base intellettuale la conoscenza metodica della tradizione narrativa europea, delle origini sino ai giorni nostri: negli anni che vanno dal XVI al XVII la materia della narrazione, pone il romanzo in sintesi tra la Storia vissuta e l'Epica raccontata, fedele soprattutto alla tradizione culturale della Letteratura francese e inglese.


Il nostro Autore, rielabora con personale ingegno, l'architettura semiotica e il corpus narrativo del suo Romanzo Storico, miscelando sapientemente le componenti linguistiche ed estetiche con la logica della tecnica narrativa, che appaiono intrise di influenze culturali e che pongono il Suo Romanzo in una condizione di “crocevia mediatico”, su cui si incontrano le varie sfumature letterarie, care anche alla tradizione del romanzo storico italiano del'ottocento e del novecento, dove i temi della famiglia, delle relazioni sociali ed affettive sono condizionate da vicende storico-sociologiche propedeutiche alla narrazione dei fatti, che regolamentano queste alterne consuetudini umane.


Il Libro del Ruggiero, in base alle sue caratteristiche distintive, che si riscontrano al suo interno, può essere classificato secondo i seguenti generi e/o filoni narrativi, che lo peculiarizzano:

  • Come Romanzo di Avventura: in quanto le vicende e le azioni umane prevalgono in modo preponderante, su tutta la costruzione scenica: lo scontro militare, l'epopea dei gradi conflitti bellici e di conquista territoriale;

  • Romanzo psicologico-intimistico: in quanto emergono su più piani narrativi, i conflitti interiori dei personaggi, che si alternano ognuno, con la propria natura umana, fatta di pulsioni, sentimenti, passioni ed amori, di gioie e di dolori;

  • Romanzo di ambiente e costume: dove si rappresentano e descrivono le abitudini sociali ed umane di un determinato gruppo etnico, che caratterizza la condizione sociale del luogo;

  • Romanzo Fantastico: in quanto nella sua Trama, interagiscono caratteri umani, storici con ambientazioni, che hanno una connotazione a-storica e mitica;

  • Romanzo Gotico: poiché l'Autore, ambienta il suo Romanzo, in piena età medioevale, dove i personaggi sono cupi a tratti subdoli, tormentati dal dolore del corpo e dell'anima, vittime di un destino avverso e drammatico, che li sovrasta e li condiziona, determinandone la morte e il fallimento delle proprie azioni umane; dove le guerre sono necessarie a compiere strategie di potere e soprusi ad opera dei signori potenti, appartenenti alla casta dei privilegiati, a scapito dei più poveri ed emarginati;

  • Romanzo Mistico-filosofico: in quanto l'Autore, attraverso i dialoghi e le vite dei personaggi, coglie il pretesto per sollecitare l'attenzione e la curiosità del lettore, per impartire insegnamenti religiosi e spirituali e concetti filosofici: in tal senso appare predominante, lungo tutta la linea narrativa, la chiara e definita volontà a citare luoghi, personaggi, oggetti, e rituali pregni di simbologia meta-esoterica e pseudo-religiosa, che rendono avvincente lo sviluppo della Storia umana dei personaggi, proiettando il lettore, in una dimensione di pragmatismo escatologico, ed evoluzione spirituale, che trovano nel messaggio salvifico evangelico, la giusta collocazione del Cristianesimo.


Sulla scorta di queste considerazioni, l'Opera di Narrativa del Ruggiero, è pertanto una opportuna e riuscita azione letteraria, che si presta agevolmente, ad essere letta e fruita, per meglio comprenderne la sorprendente unicità ed originalità di pensiero.

 

L'Editore

19:21 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, sergio ruggiero | OKNOtizie |  Facebook

20/07/2010

Presentazione del Libro "O Teneron d'Amore" di Alberto Buccino

L'Agenzia Editoriale Multimediale Cliodea, con il Patrocinio dell'Amm. Comunale di S.Sofia d'Epiro,
presenta
la Kermesse Culturale, per la Presentazione del Libro:
"O Teneron d'Amore"
una Silloge poetica a tema religioso e d'amore, del giovane Poeta esordiente Alberto Buccino.

Venerdì 6 Agosto 2010 H. 17.00 presso la Sala Consiliare del Municipio del Comune di Santa Sofia d'Epiro (CS) Italy.
Il programma pomeridiamo prevede:

I saluti Istituzionali del Sindaco, dott. Vincenzo Sanseverino;

Gli interventi:

Direttore della Collana di Poesia "Poeti del Nuovo Millennio", prof. Giovanni Cimino, Autore di Lavori Letterari, Artistici e Storici;
Direttore della Collana di "Studi etnostoriografici e Geopolitica" prof. Pasquale Nicoletti, Docente;
Resp. Ufficio Stampa e Comunicazione, prof.ssa Donatella Bisignano, Docente e Pubblicista.

Saranno presenti L'Editore e L'Autore

Seguirà breve Happy Hour

Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea

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06/07/2010

Novità Editoriali: Panegirico in Onore di S.Umile di Bisignano

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Studio Introduttivo



Ottavio Amilcare Bisignano si ripresenta ancora una volta al pubblico con un suo lavoro in cui dedica, con piena maturità, una lode alla vita santa in onore di frate Umile da Bisignano, ovvero: un Panegirico. Umile da Bisignano, un umile Frate di nome e di fatto, con il suo operato da "perfetto orante e celeste contemplativo" visse fra i secoli XVI e XVII.

Il 25 agosto del 1582 a Bisignano (Cosenza), in una casa del rione San Pietro, Ginevra Giardino, moglie di Giovanni Pirozzo, partorì un bambino, il quale ricevette il battesimo, con il nome di Luca Antonio, il giorno successivo (26 agosto) presso la cattedrale di Bisignano. Luca Antonio sin da bambino dimostrò grande amore e reverenza verso il Signore: "píetas et amor".

A diciotto anni di età sentì la disposizione dell'animo, ovvero: la chiamata (cioè la "vocàtio") a scegliere la vita religiosa, ma prima dell'attuazione volle per nove anni raccogliersi nella preghiera ed attuare l'azione della penitenza ("poenitèntia"). Importante per la formazione spirituale di Luca Antonio fu Marcantonio Solima, religioso pio e dotto appartenente all'Ordine dei Francescani Riformati, il quale fu suo parroco. Inoltre, importante fu anche l'iscrizione e la frequentazione della Confraternita dell'Immacolata Concezione, il cui sito era nella Chiesa dei Francescani Riformati.

La sua ammissione all'Ordine avvenne l'1 settembre del 1609, aveva ventisette anni di età, vestì l'abito (il saio) e prese il nome di "Frate Umile". Alla fine dell'anno del suo noviziato, durato un anno nel convento di Mesoraca (in provincia di Crotone, dove erano Superiori del convento, padre Cosimo da Bisignano, e maestro dei novizi, padre Antonio da Rossano), rischiò di non essere ammesso alla professione, perché gli riusciva difficoltoso recitare a memoria le Regole, ma andò in suo aiuto la Madonna (Maria Santissima), riuscendo a recitare le Regole con speditezza, ed egli fu ammesso alla professione; era il 4 settembre del 1610. Venne destinato al Convento di Bisignano, dove condusse una vita al servizio degli altri Frati e pregando. Dal Convento di Bisignano, passò successivamente a quelli di San Lorenzo del Vallo, di Cosenza, di San Marco Argentano, di Pietrafitta, di Figline, di Rossano e di Catanzaro.

Le frequenti estasi, che egli aveva avute fin da ragazzo, divennero pubbliche a partire dal 1613 e fu chiamato: "Frate estatico". Il dono dell'estasi consisteva nel rimanere sospeso nell'aria (fenomeno della levitazione), con le mani giunte, ed in uno stato di completo rapimento spirituale che gli donava coscienza divina. L'estasi è il massimo approdo, ovvero: il vertice per eccellenza di elevazione raggiunto nella preghiera. In merito alle estasi avute da Frate Umile, il suo confessore, padre Dionigi da Canosa, una volta gli chiese cosa domandasse al Signore, egli rispose: "...fa' che io ti ami come sono obbligato ad amarti; perdona i peccati a tutto il genere umano, e fa' che tutti amino come sono obbligati ad amarti!". Egli, nello stato di rapimento dell'estasi, parlava con Dio in maniera sublime. Frate Umile, oltre ad avere il dono dell'estasi, era dotato anche di doni carismatici (carisma deriva dal latino ecclesiastico "charisma, -atis, che è dal greco "chàrisma": "dono", ovvero: dono dello Spirito Santo); i miracoli, la scienza infusa (la scienza avuta da Dio, senza studiare, chi è competente in molte discipline); la profezia e la scienza dei cuori.

Nella teologia cattolica, le virtù intellettuali, che affinano l'intelletto, si distinguono dalle virtù morali, che sono di guida alla volontà nel conseguimento del bene; altra distinzione si ha fra le virtù naturali, quelle acquisite dall'uomo, e le virtù infuse, quelle che l'uomo riceve direttamente per grazia divina; fra queste ultime si ricordano soprattutto le tre virtù teologali, fede, speranza e carità (in quanto hanno per oggetto principale Dio), e le quattro virtù cardinali (principio e fondamento delle altre virtù), prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Frate Umile non era dotto, addirittura era analfabeta, ma riusciva a dare risposte sulla Sacra Scrittura da meravigliare i presenti, come molte volte avvenne davanti ad assemblee (come ad es. quelle formate da sacerdoti e regolari, di professori cosentini, dall'Arcivescovo di Reggio Calabria, dall'Inquisitore monsignor Campanile e dal P. Benedetto Mandini).

Il Papa, Gregorio XV, lo volle a Roma e, tenendolo in grande considerazione, gli chiedeva il suo parere su importanti questioni della Chiesa. Il Papa Urbano VIII lo nominò suo Consigliere per tre anni di seguito. A Roma, frate Umile, soggiornò soprattutto nel Convento di San Francesco a Ripa e poi anche nel Convento di Sant'Isidoro. Ritornò al suo paese natìo perché gravemente ammalato, ma prima di arrivare a Bisignano sostò a Napoli, per ricevere adeguate cure mediche, nel Convento di Santa Croce. Nel suddetto Convento diffuse il culto al Beato Giovanni Duns Scoto. La morte lo colse nella sua cella (nel Convento di Bisignano) alle ore nove e mezzo del 26 novembre 1637.

La sua beatificazione venne avviata, tramite un processo canonico, nel 1684; il 4 ottobre del 1780, le sue virtù teologali e morali furono dichiarate eroiche (perché egli era ritenuto modello di perfetta vita cristiana) dal Papa Pio VI. Soltanto molti anni dopo, il 21 novembre del 1875, venne ottenuta la beatificazione (il Papa di allora era Pio IX). Il 27 marzo del 1881 avvenne l'ufficializzazione (il Papa era Leone XIII). La sua beatificazione avvenne il 24 gennaio del 1882. Il 19 maggio del 2002 fu proclamato Santo dal Papa Giovanni Paolo II. La sua festa ricorre il 26 di novembre. Egli visse senza nulla di proprio ed in castità. Fra i suoi miracoli è da ricordare, per tutti, quello verificatosi durante il viaggio in Sicilia; egli, nell'attraversare lo Stretto di Messina, trasformò l'acqua salata del mare in acqua dolce per dissetare l'intero equipaggio.

Ritornando a parlare del lavoro di Ottavio Amilcare Bisignano, egli lo suddivide in due parti, la prima è il Panegirico, a modo di versi, contenente ventisette strofe, libere e lunghe, nelle quali pregnante risulta la conoscenza spirituale del Santo. In merito al numero di ventisette strofe, mi sembra una scelta voluta dall'Autore e riferita ai ventisette anni di età al momento dell'ammissione all'Ordine di Luca Antonio, prendendo il nome di "Frate Umile". La seconda parte è un'appendice fotografica arricchita da note esplicative, nella quale l'Autore fa conoscere soprattutto i luoghi frequentati da Sant' Umile. Il Panegirico si apre con un'esclamazione vocativa, che mette subito in luce l'alta figura del "servo di Dio...penitente umile e povero".

L'Autore nel prosieguo del lavoro mette in risalto, fra l'altro, lo "straordinario apostolato religioso come fraticello questuante"; i suoi "numerosi fenomeni soprannaturali"; l'asportazione da parte di persone di parti del saio da custodire come reliquia e che "la tonaca, sforbiciata, ridotta a brandelli, per prodigio divino ritornava...integra"; era "votato da decenni all'aspra penitenza con digiuni, veglie, e col cilicio - armato di punte - per disciplinare le passioni, mortificando i sensi e gli istinti della carne"; "Tormentato nel corpo dalla malattia subivi gli ultimi impietosi e violenti attacchi delle potenze infernali...".

Con la penultima strofa (XXVI), l'Autore inizia la chiusura del lavoro con un'altra esclamazione vocativa: "O Mirabile Beato Frate Umile - insignito dell'aureola di Santità, splendore di umiltà e di purezza, potente intercessore presso Dio - sei stato un incomparabile esempio per tutti i credenti, laici e religiosi del tuo tempo, di semplicità, di povertà, di abnegazione e di obbedienza alla Regola; di assoluta dedizione e devozione al Culto del Crocifisso...e di Maria Santissima...".

L'Autore, calandosi nel periodo storico degli avvenimenti, è riuscito in modo incisivo a far emergere l'operato del Santo, con espressioni chiare e scorrevoli. Il Panegirico di Ottavio Amilcare Bisignano, per essere apprezzato nella sua completezza, prima deve essere letto, poi studiato ed infine fruito.

Giovanni Cimino

 

 

 


 

 

Profilo Biografico dell'Autore



Ottavio Amilcare Bisignano, nasce a Cosenza il 29 novembre 1944, professore in pensione, è l'Autore poliedrico di una vastissima raccolta di Liriche e numerosi scritti. Ha collaborato con riviste e giornali, ha fondato periodici e fogli di alto contenuto letterario, educativo, scolastico; ed ancora di notevole impegno sociale.

Nel corso della sua vasta e feconda produzione letteraria; e durante gli anni del suo insegnamento ha conseguito numerosi riconoscimenti in Premi e Concorsi Letterari, a tal proposito, ne citiamo alcuni: “Membro per meriti culturali dell’Accademia Internazionale di Pontzen”; “Membro dell’Accademia dei 500”; “Membro honoris causa con medaglia dell’Accademia T. Campanella”; “Premio per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri”; “Premio il Sensivismo del Maestro Aldo del Bianco”.

In altre parole, il professore Bisignano, con la sua Poesia, con i suoi Studi profondi ed i Commenti Critici; ed ancora con i suoi Saggi Vari sulla filosofia e di altra argomentazione, ha dimostrato sempre ai suoi lettori, di possedere quella spiccata sensibilità che è tipica del Poeta che sa di essere a tratti “come un sognatore quasi un visionario, dotato di spiccata immaginazione, ipersensibilità, emozione”; e a tratti “come uno studioso, un attento scrutatore della vita, dell’amore, della natura, dell’animo”, ovvero in una sola parola “un esploratore” della bellezza di tutto il Creato.

Oggi si presenta al suo pubblico con un nuovo lavoro, nato da una sua profonda fede e devozione verso la figura mistica e ieratica di Sant’Umile da Bisignano. Questo Panegirico in onore al Santo, è stato, però, dettato dall’Autore a noi figli, perché impedito dall'aggravata infermità visiva!

Leggendo questa Lode al Santo bisignanese si può cogliere, oltre alla profonda sensibilità del Poeta, anche una pregnante nota autobiografica dello Stesso, per certi versi quasi malinconica, soprattutto, per il particolare riferimento, che il nostro Scrittore fa “ai ricordi della sua infanzia e della sua adolescenza”, che non si perdono nella contemplazione di un passato già vissuto e dunque dimenticato; ma continuano a rivivere proprio in questo presente; arricchendo così l’animo non soltanto di Colui che li racconta, ma, in vero, anche di chi li legge o li riceve.

Insomma, Ottavio Amilcare Bisignano, per questa sua fede infinita che ha sempre rivolto in Dio e in questo caso in Sant’Umile ci fa rivivere parte del suo passato, offrendo a noi diversi spunti di riflessione; e perché no, anche, trova nella sua analisi introspettiva ed interiore, un modo, quasi, originale per voler ribadire, in particolare, ad ognuno di noi, che malgrado ci siano dei momenti di sconforto, di sofferenza e di dolore che la vita, può offrirci e farci assaporare, il più delle volte provandoci duramente, nulla è perso; anzi molto spesso sono, proprio, le prove che ci fortificano, e non si è mai soli, basta l’affetto, la premura, la cura di chi ci sta accanto e ci vuole bene per farci rinascere a nuova vita!

Non dimentichiamoci che la vita è di per sé un dono, ovvero un grande miracolo, dunque, essa va vissuta fino alla fine dei nostri giorni, con spirito coraggioso, stoico, con aiuto reciproco, gioia ed anche con quella sentita e continua ricerca spirituale verso l’Infinito, Dio. A tal proposito, vorrei concludere, citando la penultima Lirica del Leopardi dal titolo “La Ginestra o il fiore del deserto”, visto e considerato, che appunto con questa ultima composizione poetica il Poeta “invoca esattamente la fraterna solidarietà contro l’oppressione della natura”.

Donatella Bisignano

(Resp.le Ufficio Stampa e Comunicazione dell'Editrice Cliodea)


 

11/06/2010

News

 

La Scuola Superiore di Musica “F.Cilea”


Dipartimento Musica dell'Accademia delle Arti


Già membro Nazionale di Ricordi-Scuola della Fed. I.S.M.

(Federazione Italiana Scuole di Musica).


Informa


dell'apertura di una nuova sede

nella città di Cosenza


a partire dall' a.s. 2010/11


Inizio dei Corsi

6 Settembre 2010


Per tutti gli strumenti e Canto

In alternativa alla frequenza del Conservatorio


Per info visita il sito


www.accademiadellearti.org


tel:. 328 3721649

fax:. +39 06 233217470


Siamo a: Cosenza in via Molinella, 32

e a Rende c/o Hotel Mercure

23/05/2010

Nota Critica: "Le Parole del Cuore"

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Mariarosaria Salerno e la liricità greca

 

 

Nota Critica al Libro "Le Parole del Cuore"

 

Le parole del cuore”, canzoniere di Mariarosaria Salerno, edito da Cliodea è l’espressione artistica di stati d’animo, di immagini filtrate dai sensi, di attimi intensamente sospesi ed evocativi, i cui motivi dominanti sono l’amore e la religiosità. I componimenti di Mariarosaria Salerno sono il frutto di una profonda ricerca personale e culturale, di un’ introspezione intellettualmente interiore, forgiata dal silenzio e dalla solitudine. E’ un poetare leggero, a tratti quasi evanescente, inebriato di passione e di malinconia, costantemente anelante di speranza. L’autrice, si lascia andare ai misteri dell’universo, canta la voluttà, la sfrenata gioia di vivere, sebbene senta il vano fluire delle cose, invoca la forza travolgente e l’impeto potente dell’amore, di cui avverte tutto lo smarrimento. L’autrice s’interroga, avvia un segreto dialogo con il suo cuore, compagno fedele, a volte anche languido, sa riconoscere le pulsioni e i fremiti di quel cuore, ma, pur sempre ne rimane affascinata. Le immagini battono sul suo cuore e i suoi versi poetici li rivelano e li liberano. I suoi moduli espressivi ci portano ad evidenziare le tensioni della sua psiche, la costante ricerca, attraverso l’astratto, di certezze, con un anelito struggente al futuro, in un modo che trova riscontri nella produzione poetica arcaica, preludio e fondamento di tutta la poesia europea classica e moderna. Spiritualmente intuitiva e riflessiva, Mariarosaria Salerno, infatti, sembra ridare voce e valore al lirismo greco; i suoi versi, le sue parole, riecheggiano, con quella dolcezza e quell’intelletto propri di una donna del suo tempo, la delicata sensibilità dell’antico lirismo greco femminile, in particolare la musicalità e l’intima armoniosità di quella poesia melica che nell’Ellade era, sovente, accompagnata da uno o più strumenti a corda e, ancor più, gli esigui, straordinari frammenti pervenutici di antiche poetesse come Saffo, Anite e Nosside. I loro animi femminili, i loro cuori palpitanti di vita, al pari della nostra autrice Salerno, ci hanno rivelato quella dimensione intima e personalissima, traboccante di emozioni, quei sentimenti unici verso la natura, verso la terra, madre calda e feconda, verso il mare, amante impetuoso ed imprevedibile, quelle descrizioni fresche ed immediate di paesaggi meravigliosamente arcani, di cui cogliere tutta la bellezza e la sacralità, quella commozione, impalpabile e pura, tutta femminile, verso i piaceri e i tormenti amorosi, da cui scaturiscono, vicendevolmente, sofferenze ed estasi. “Le parole del cuore”, a prescindere, dai temi trattati, richiamano forti contenuti affettivi e soggettivi: l’autrice ferma, attraverso una straordinaria perfezione formale ed un uso pressoché costante di immagini metaforiche, i moti individuali dell’animo e le vicende della sua vita interiore, sospesa tra sogni e visioni. Ciò che caratterizza i suoi componimenti sono l’omogeneità di fondo del suo pensiero poetico, l’ispirazione autentica e genuina e la capacità di comunicare con parole scevre da ogni esasperante ricerca linguistica. Una silloge poetica, dunque, ricca di quell’ “humanitas”, che è anche il titolo di un suo componimento, un’opera tutta da meditare, poiché ella non “dice”, ma riassume la propria anima. Mariarosaria Salerno, colta e raffinata, si avvale del mito antico, della filosofia, della religione, ed incarna quell’ideale di intellettuale di cui oggi purtroppo si hanno rari esempi. Un merito particolare all’editore, Atanasio Bisignano, giovane e lungimirante mecenate contemporaneo, che, nell'ambito del variegato panorama editoriale, ha saputo liberare la soave arte poetica, da quella condizione a cui è stata ingiustamente relegata dalla scuola e dagli studi accademici, conferendogli una nuova, ampia fruibilità e un rinnovato piacere per la lettura.

Dott.ssa Ines Ferrante



21:16 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, ines ferrante, poesia | OKNOtizie |  Facebook

29/04/2010

Presentazione Editoriale: "Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno 22/05/2010

Salerno locandina1jpg.jpg> Locandina di Presentazione Editoriale del Libro: "Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno.

22/05/2010 H. 16.30 pm - Sala Convegni Tokyo - Museo del Presente di Rende - p.zza Kennedy Roges di Rende(CS).

Presentazione Multimediale della Silloge poetica a carattere religioso e d'amore della poetessa e saggista prof.ssa Mariarosaria Salerno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggetto: Comunicato Stampa: Presentazione del Libro “Le Parole del Cuore” di Mariarosaria Salerno, una Raccolta di Poesie a tema religioso e d'amore.



L'Agenzia Editoriale Multimediale Cliodea di Atanasio Bisignano Editore, con il Patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Rende e della Provincia di Cosenza, presenta la Silloge poetica dal titolo “Le Parole del Cuore” di Mariarosaria Salerno, docente, saggista, poetessa, Storica dell'Arte - Autrice di numerose pubblicazioni a carattere divulgativo, scientifico e di testi scolastici. La Kermesse Culturale, avrà luogo sabato 22 Maggio a partire dalle 16.30 in poi, presso la Sala Convegni Multimediale “Tokyo” del Museo del Presente di Roges di Rende – p.zza Kennedy (Cs).


La Silloge poetica è una raccolta di poesie a tema gnomico, per i suoi contenuti epistemologici, etici e religiosi e a carattere d'amore, per le sue connotazioni di lirismo evocativo colme di pathos, mito ed incanto dei sensi, di esaltazione dell'Essere, della Bellezza classica e dello Spirito trascendente.


Relatori del Convegno: prof. Giovanni Cimino - Accademico, Autore di lavori letterari, storici, artistici e archeologici, nonché direttore della Collana “Poeti del Nuovo Millennio”; prof.ssa Maria Angela Merolla - Grecista, Artista teatrale e Coreografa (Pioniera della sperimentazione teatrale nella creazione di un nuovo linguaggio di danza: la danza Orfico-Pitagorica), Psicoterapeuta di stampo analitico.

Interventi della serata: avv. Michele Arnoni - Presidente del Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza; prof.ssa Donatella Bisignano - Docente e Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione di Casa Cliodea.

Modera, la dott.ssa Alessandra Primicerio - Esperta d'Arte.

Saranno presenti l'Autrice e l'Editore.


Performance artistico-teatrale: Il gruppo studentesco per il dramma antico (Presidente Maria Angela Merolla) leggerà alcune poesie tratte dalla raccolta “Le Parole del Cuore”. L'interpretazione sarà presentata da: Mariella Cicciù (Esperta di Musica e Teatro, studiosa di Filosofia); Maria Teresa Laino (Esponente del Gruppo Teatrale per il Dramma antico); Antonio Bonanno (Pittore).


Performance musicale-concertistica: La Scuola Francesco Cilea di Castrovillari, diretta dal Maestro Leonardo Saraceni, presenterà alcuni brani eseguiti: dalla giovanissima Soprano Francesca Rao e dal suo accompagnatore Pasquale Aiello.


Performance artistico-coreografica: La Danzatrice Divina Catanzaro, specialista in Danza Classica e Contemporanea, si cimenterà per la prima volta, in esclusiva per la Casa Editrice Cliodea, nel nuovo linguaggio di danza Orfico-Pitagorica, creazione della Coreografa Maria Angela Merolla.


 


All'interno della Manifestazione Culturale, si alterneranno momenti lirici ed evocativi con la declamazione di alcuni poesie tratte dal Libro, ad opera della prof.ssa Donatella Bisignano e la fruizione multimediale di una breve Clip con montaggio audio, video e testi tratti dall'Opera poetica.

Seguirà un breve Happy Hour di ringraziamento.



Uff. Stampa e Comunicazione

Resp. prof.ssa Donatella Bisignano

Editrice Cliodea



 

 

 

 

 

The Publishing House Cliodea, introduces the Book the “Words of the Heart” of Mariarosaria Salerno, a Collection of Poems to religious character and of love. The publishing Presentation of the Book is previewed for the day 22 May to hours 16.30 pm, near Knows it “Tokyo” conventions to it of the “Museum of the Present” of Rende - place Kennedy Roges of Rende 87046 – (CS) Italy. For info and reservations www.editricecliodea.com click on atanasiobisignano@yahoo.it

27/02/2010

Mariarosaria Salerno

copertina Salerno 12.jpg> In corso di Stampa e di pre-editing grafico, la nuova Silloge poetica della poetessa e saggista, Mariarosaria Salerno, dal Titolo: "Le Parole del Cuore", della Collana editoriale "Poeti del Nuovo Millennio" diretta e curata dal prof. Giovanni Cimino. Per info e prenotazioni dell'Opera www.editricecliodea.com  su Contatti!

Copertina a colori, Bross. Illustr. pag. 155 - Prezzo 14,40€ (I.I)

ISBN 978 88 903395 4 7

 Per ordini telefonici e prenotazioni

tel/Fax:. + 39 0984 482565

 

 

NOTE BIOGRAFICHE

 

 

Salerno Mariarosaria, nata a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna disegno e storia dell’Arte negli Istituti Superiori.

Laureata in Architettura presso l’Universita’ degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali , conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l’Istituto Superiore Europeo di studi politici, di Reggio Calabria.

Pluriabilitata all’insegnamento, ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari:

- Premio Nazionale “Mater”, Carrara,1990;

- Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (CN), 1990;

- Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara,1990;

- Premio “Natale”, Carrara,1990;

- Premio Internaz, permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal.,1990/1991;

- Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (NA), 1991;

- Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991;

- Premio Internaz. “nuovi orizzonti”, Sorrento, 1991;

- Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991;

- Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina,1991;

- Premio Lett. Internaz. “valori della vita”, Napoli,1991;

- Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (CS), 1991;

- V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (PI),1991;

- XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992;

- XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento,1992;

- Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini,1992;

- XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni,1992;

- XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi,1993;

- I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore,1993;

- Concorso Lett. Internaz.”Premio Umbria”,1993;

- Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore,1993;

- Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIII Ed., Napoli,1998;

- Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000;

- Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000;

- Granpremio Internaz. “ Interart, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000;

- Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001;

- Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto( Ch), 2009;

- I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale(CS), 2009.

È presente in numerose antologie poetiche e riviste con poesie, racconti e saggi; ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo,1990-1991; articoli a carattere storico-artistico e poesie sono presenti nel periodico “L’AltraReggio”,1990-1991; ha curato per l’Istituto d’Arte di Locri (RC) “ L’Annuario 1998”;

ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - storia, arte, folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza,1999; ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico , artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004; è presente con una sua parte nel” I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (CS), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; ha pubblicato una prima silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; è redattrice per la Calabria di cronache italiane, testata dell’Ansa. inoltre, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (RC), ha curato i costumi e le scene della “Medea”,1995; per l’IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l’Istituto Statale d’Arte di Locri (RC), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul gioiello magnogreco, la cui collezione è stata poi realizzata dall’orafo Gerardo Sacco; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d’arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze.

 

 

Premessa



I versi contenuti nella presente raccolta sono frutto di momenti di solitudine, di sconforto, di riflessione, quando nel silenzio, dialogo con Dio, o quando, con sgomento, osservo l’angoscia del mio prossimo, sapendo spesso di poter fare ben poco. In un mondo, dove esistono divari incolmabili tra paesi industrializzati, paesi in via di sviluppo e i cosiddetti paesi del terzo mondo, osservando determinate realtà ci si rende conto, come la grande povertà, e la grande ricchezza quasi sempre, allontanano da Dio, un Dio che non guarda alla ricchezza, o alla miseria, ma ci ama perché suoi figli.

Oppure, quando, con serenità e pace dell’anima, ammiro le bellezze del creato, ascolto i rumori e percepisco i profumi della natura, espressione di armonia e perfezione, che attira la mia sensibilità attraverso i sensi del corpo, e arriva al profondo, divenendo sensazioni dell’anima.

Talvolta, è un colloquio con Dio: questo Dio, così vicino e così lontano, che sembra averci abbandonato, ma che è l’unica presenza, quando si è veramente soli, quando si assapora lo sconforto, e i tradimenti di chi ti fidavi e stimavi, e ti senti annientata dalla cattiveria umana, dalla perfidia, dagli inganni; sola con la tua ingenuità, con la tua sincerità e schiettezza.

Ma, è anche un inno alla vita, alla fiducia che ho in Dio, un Dio, che non mi ha mai abbandonata nello sconforto, anzi, che ci invia dei segnali, che compie miracoli, del quale comunque, percepisci la Sua Presenza; ma vuole, anche, essere una lode alla bellezza del creato, una riflessione su aspetti della vita. È un dialogo continuo, talvolta sconfortato, talvolta di esultanza, i cui versi. ho pensato di raccogliere in questa breve silloge, dove è l’intimo che parla, una voce che non emette suoni, ma che talvolta, urla dentro di te, parla nel tuo cuore, nella tua anima, dando spazio ad un confronto dialettico, fra mente e sentimento, rielabora criticamente le esperienze giornaliere di cui sei partecipe o testimone, ti consente di capire la realtà in cui vivi con una umanità più sensibile.

Sono parole, che sgorgano dal cuore, nella loro semplicità e purezza, ad esprimere tutto l’amore, non solo quello per la creazione o per l’Entità Suprema, ma anche l’amore terreno, quello più materiale, l’amore dei sensi, l’amore del cuore, di quei sentimenti forti e puri, che fanno aumentare i battiti cardiaci, che costringono a passare la notte insonne, che rendono inappetente, che innescano la cosiddetta patologia del “mal d’amore”.

L’amore, che diventa sintesi e confronto dialettico di mente, corpo e sentimento, con tutte le relative implicazioni, dall’ardore del pathos, alla sensualità dell’eros, alle sfumature dell’ethos. Parole semplici ed essenziali, ma nate sempre dal cuore e dalla saggezza, sono quelle dei piccoli e brevi aiku, forse nemmeno autentici per metrica, ma sono frammenti di pensieri, di discorsi più ampi ed articolati, che da soli hanno la loro valenza, il loro senso profondo, la loro efficacia, forse più di un intero discorso; sono indizi che fanno comprendere personalità, gusti e pensieri di chi li scrive. E poi, per finire, vi sono le parole del cuore, quelle più innocenti e più pure, che sgorgano istintive alla presenza dei bambini, quelle che ti “inventi” per intrattenere e per rendere felici i piccoli, per mutare una loro lacrima in sorriso; brevi filastrocche a render più poetica la realtà, permeandola di orfismi. E sono proprio la fantasia e la fiaba, che in tenera età, aiutano a crescere, contribuendo in modo forte e diretto alla formazione della personalità, inducendo istintivamente ed inconsapevolmente a mutare atteggiamenti e comportamenti. Quindi, anche la fantasia arreca sollievo al “cuore”, alla componente non razionale, né materiale, a quel livello sensibile, che ci fa soffrire, o che ci rende felici.

Mariarosaria Salerno

 

Introduzione


 

 Mariarosaria SALERNO si ripresenta al pubblico con una seconda silloge, questa nuova e odierna dal titolo: "Le parole del cuore" (ovvero: "parole che sgorgano dal cuore"). Leggendo le sue poesie ritrovo appropriata, per i suoi contenuti, una mia riflessione di qualche anno fa, paragonando il poeta ad una carta assorbente: “per la sua spiccata sensibilità egli assorbe il Male e il Bene del Mondo”. La "pŏēsis" è frutto dei sensi e, come forma d'arte, trasmette emozioni. "Poesia" deriva dal greco "póiēsis" (poiéō) e significa: faccio e non, come molti scrivono: creare, poiché "creare" non appartiene all'uomo, ma a Dio. Il poeta, dunque, è colui che fa, perché dotato di grande sensibilità e, insieme, conoscenza tecnica specifica. La sensibilità del poeta è la particolare capacità (o inclinazione) di percepire (o ricevere), con grande intensità, sensazioni, affetti ed emozioni, attraverso i sensi. Il poeta, come lo è la nostra Autrice, è una persona sofferente, ma che sa gioire per le piccole-grandi cose, quali: il sorriso di un bambino o un fiore sbocciato (accomunati per la loro bellezza, innocenza e fragilità) e, poi, perdersi nella contemplazione del cielo stellato, come creazione di Dio, Dio che riempie "la solitudine del cuore". Quella di SALERNO è una "dolce poesia" che s'invola "sulle ali del vento" per esplorare nei segreti dell'Universo e non solo, perché rivisita (nei suoi ricordi) il passato e vive intensamente il presente che velocemente passa. Animus ita late longeque peregrinatur, ut nullam oram ultimi videat, in qua possit consistere (ovvero: l'animo trasvola per tutti gli spazi, e non trova confine dove fermarsi). Nelle sue poesie primeggia la forza dei contenuti, rispetto alla struttura tecnica dei componimenti, suddivisi spesso in strofe quasi sempre irregolari e in versi di diversa lunghezza e liberi. Poesie caratterizzate, in modo quasi ossessivo, dalla presenza della consonante liquida “erre”, ad iniziare dal titolo e dalla premessa, a finire all'ultimo componimento; “erre” presente in parole-ritorni (cuore, amore, Universo, Signore, Creato, Speranza, ricordo, Natura, forza, fiore, ecc.). Le composizioni della poetessa spesso sfiorano la preghiera, composizioni caratterizzate da pause, e la loro bellezza espressiva riflette, come in uno specchio, la sua immagine interiore; quest'ultima, a sua volta, traspare dal suo viso...dai suoi occhi. Animus habitat in oculis (ovvero: L'animo traspare dagli occhi). Le sue poesie-preghiere sono consolatorie "sperando in un approdo" desiderato. Questa produzione poetica, da cui emergono solitudo: solitudine, animus purus: animo puro, graves sententiae: profondi pensieri, e un "amore continuo" verso Dio e il Suo grande dono: la vita, è frutto di una sentita ricerca spirituale dalla quale scaturisce il canto dell'animo di Mariarosaria SALERNO.

Giovanni Cimino